Un futuro condiviso per gli 11 Comuni della Valle Arroscia

20 febbraio 2018. Le bandiere ondeggiano come ogni giorno sul portone del municipio, incastonato nel lungo porticato che si estende su tutto il perimetro del corso principale, cuore pulsante dell’antico centro storico. Siamo a Pieve di Teco, grazioso Comune della Valle Arroscia (Imperia), nell’ambito di un’area caratterizzata da natura rigogliosa e cultura densa di storia.
Un tempo crocevia di commerci e scambi, snodo tra terra e mare, i confini di questa zona dell’entroterra ligure furono stabiliti a tavolino nel Medioevo dai genovesi: oggi il ruolo strategico è affievolito e, anche qui, il fenomeno dello spopolamento ha impoverito la scena, lasciando dietro di sé un’economia stanca, terre incolte e dissesto idrogeologico, causa di disagi, disastri e alluvioni recenti (l’ultima, nel 2016).

È a Pieve di Teco appunto, che si tiene il focus per la definizione della Strategia nazionale per le aree interne “Alta Valle Arroscia”, terza area ligure nell’ambito della SNAI, territorio che conta oggi una popolazione di 4.500 abitanti con forte componente immigrata, area di vocazione agricola, eno-gastronomica e potenzialmente turistica (anche per la sua vicinanza alla costa francese).

Salute, scuola, mobilità, sviluppo locale: sono questi i temi all’ordine del giorno del focus. Servizi necessari e azioni da compiere per far sì che s’inverta la tendenza e le persone tornino a popolare questa valle. Per raggiungere questo obiettivo, il punto di partenza è la forte coesione tra i sindaci dell’aerea e l’unione dei servizi già avviata: “Quando siamo partiti con la questa unione, in pochi ci credevano – racconta il sindaco “padrone di casa”, Alessandro Alessandri – e riuscire a tenere insieme i servizi infatti non è stato facile. Dapprima la popolazione non capiva, siamo stati travolti da attacchi campanilistici… del resto è sempre difficile accettare i cambiamenti. Eppure, noi 11 sindaci, siamo sempre stati uniti”.

“Il nostro – è il turno del Sindaco Referente dell’area Piero Pelassa, primo cittadino di Mendatica – è un territorio fragile, vessato dallo spopolamento, ferito dall’alluvione del 2016. Sono queste le ragioni in più per raggiungere l’obiettivo”.
Con riferimento alle condizioni dure in cui versa l’area, Fabio Natta, Presidente della Provincia di Imperia, incalza: “Siamo ancora in tempo, dobbiamo agire subito, discutendo, sedendoci a un tavolo in un confronto che sia anche aspro. Del resto il confronto è tipico della nostra cultura e porta quasi sempre a dei risultati importanti”.

Dunque un’unione solida e un territorio “caldo”, che riesce a trovare sempre un punto di sintesi.
Lo conferma Sabrina Lucatelli, Coordinatrice del Comitato Snai: “I sistemi intercomunali che stiamo costruendo rispecchiano l’obiettivo ultimo della Strategia Nazionale delle Aree Interne e hanno uno scopo ben preciso: far sì che questi luoghi crescano e prendano il futuro tra le proprie mani. Nelle prossime settimane – ricorda Lucatelli – dovrete rafforzare la vostra Strategia, lavorando per potenziarla sul fronte scuola e salute, tenendo conto delle peculiarità dell’area, anche dal punto demografico: dai nostri dati emerge ad esempio che 2 bambino su 10 nelle vostre scuole fa parte della comunità immigrata. Sono aspetti che non possono assolutamente essere trascurati”.

Anche Francesco Monaco, Anci/Comitato Aree Interne, torna sul tema “unione”: “Non è più il tempo delle scelte – afferma – piuttosto oggi è necessario verificare l’effettivo funzionamento dell’unione messa in campo, mettendo in campo tutti gli strumenti per consolidarla affinché accompagni gli 11 Comuni, fornendo assistenza progettuale e di attuazione”.

Evocando la desertificazione industriale e commerciale che affligge il territorio, l’Assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria Edoardo Rixi in merito alla Strategia sembra non avere dubbi: “Questo strumento ci consente di fare sistema. Credo che sia importante che il prossimo governo prenda in considerazione l’idea di mettere a sistema questa pratica su tutto il territorio nazionale”.

A chiudere è Fabrizio Barca, che ricorda invece come “in queste terre iniziò la Strategia nazionale delle aree interne, con la prima di tante missioni ….”. Registrando una buona partecipazione al focus, l’economista afferma: “Un centinaio di persone si sono avvicendate in questa sala: vale a dire, il 2% della popolazione dell’intera popolazione del territorio, un dato da non sottovalutare”.
“Il conflitto costantemente evocato porterà a delle soluzioni, se gli scoraggiatori militanti non avranno la meglio – ha concluso Barca -. Ci sono le condizioni per arrivare a un preliminare di Strategia visionario, concreto e tempestivo”. (silvia zingaropoli)

aperta il 23/02/20180 partecipanti

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