Turismo e sostenibilità: l’esperienza delle Aree Interne al convegno del MiBACT

Mercoledì 14 giugno il Comitato tecnico Aree Interne è intervenuto a Roma al convegno “Sostenibilità, turismo e beni culturali: la via italiana”, organizzato dalla Direzione Generale Turismo del MiBACT in collaborazione con Invitalia e La Galleria Nazionale di Roma, e promosso in occasione dell’”Anno del turismo sostenibile”, indetto dall’UNWTO e dall’Assemblea generale dell’ONU.

Il confronto, introdotto da Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, e da Taleb Rifai, Segretario generale Organizzazione mondiale del turismo in seno alle Nazioni Unite, era finalizzato a definire obiettivi e a condividere le buone pratiche del modello italiano di sostenibilità turistica e dei beni culturali, secondo il Piano Strategico del Turismo.

Nel suo intervento Oriana Cuccu, che fa parte del Comitato Tecnico Aree Interne e lavora presso il Dipartimento per le Politiche di Coesione NUVAP della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha ricordato come da oltre quindici anni le politiche di coesione comunitarie e nazionali abbiano dedicato allo sviluppo del turismo un’attenzione costante, rinnovando il proprio approccio alla luce delle lezioni apprese, fino ad arrivare all’attuale ciclo 2014-2020, con un approccio particolarmente attento alla domanda, degli utenti e degli operatori, e alle sue peculiari declinazioni nei diversi territori, e al sostegno alla promozione dell’offerta in chiave di destinazione. In questo contesto si inserisce la Strategia Nazionale Aree Interne.

La maggior parte delle 71 Aree selezionate a livello nazionale, infatti, punta sul turismo sostenibile per lo sviluppo locale. Una sfida importante, ma non scevra da rischi, per la quale diviene centrale la fase di analisi e di valutazione delle opzioni in campo. Lo si fa a partire dalla consapevolezza delle risorse date: nelle aree interne che stanno lavorando alla definizione della propria Strategia d’area o sono già prossime alla firma degli Accordi di programma quadro (APQ), ci sono siti UNESCO, parchi nazionali e riserve naturali, borghi e centri urbani con sigilli di eccellenza, Strade dei vini e dei Sapori, sentieri e itinerari storici, ciclovie.

Le condizioni di partenza, però, sono diversificate: ci sono territori maturi (che godono già di una affermazione sul mercato turistico, di una buona dotazione in termini di ricettività, di una domanda turistica di rilievo, oltre a flussi di natura escursionistica, di una filiera abbastanza articolata e di una consapevolezza dei bisogni del turista) e molti “emergenti”, il cui sviluppo turistico non è ancora consolidato e quindi affatto scontato.

La “via italiana” al turismo sostenibile, secondo la Strategia Nazionale Aree Interne, passa così per una riorganizzazione del servizio di orientamento e accoglienza al turista, comunicazione e promozione del territorio, per un coordinamento delle proposte e dell’organizzazione eventi all’interno delle singole aree (calendario unico), per l’adeguamento e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale e infine attraverso la creazione di reti o altre forme di collaborazione tra imprese della filiera per la gestione integrata delle risorse turistiche. Senza dimenticare, però, la ristrutturazione e la gestione di borghi, seconde case o altri immobili di proprietà pubblica (anche con la creazione di alberghi diffusi), la formazione e la valorizzazione dei prodotti agroalimentari tipici e tradizionali di qualità.

La Strategia delle aree in ambito turistico concorre così a frenare l’abbandono di presidi agricoli, zone depositarie di competenze e saperi che si esprimevano nella “costruzione” di uno specifico paesaggio agrario di cui garantivano la manutenzione; la perdita di memoria dei beni, siano essi architettonici, archeologici o storico-artistici o appartenenti al patrimonio culturale immateriale (feste, musiche, riti, tradizioni alimentari o competenze artigianali); l’abbandono di centri storici di inestimabile valore culturale, con crolli sempre più frequenti di interi edifici per lesioni.

Per far questo, la Strategia Nazionale Aree Interne ha definito le comuni regole del gioco – obiettivi e indicatori della propria azione e di quella dei singoli territori in ambito turistico –  elaborando insieme al Ministero dei Beni delle Attività culturali e del Turismo (MIBACT) apposite “Linee guida” (è possibile leggerle a questo link).
In questa prospettiva “la Strategia per le Aree Interne in ambito turistico ha trovato nel Piano Strategico del turismo del Mibact non solo un riferimento coerente per approccio concettuale e temi di policy – sottolinea Oriana Cuccu -, ma anche e soprattutto come campo di sperimentazione e di applicazione dei principi della sostenibilità nello sviluppo dei territori che rappresentano i paladini dell’Italia del patrimonio diffuso e delle piccole identità locali, nuova frontiera del turismo dell’esperienza”. (lm)

aperta il 16/06/20170 partecipanti

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