Resilienza17: in Sardegna un cantiere per trasformare la crisi in opportunità

Nell’uso comune, la parola “crisi” è diventata il perno di tutta la narrazione negativa e decadente del nostro tempo. Scavando però nelle sue radici etimologiche, il termine “crisi” in greco significa scelta, decisione; mentre in cinese è la somma di due caratteri significanti pericolo e opportunità. La crisi rappresenta quindi una condizione di pericolo in cui si annidano numerose opzioni di scelta. La capacità di trasformarle in opportunità risiede nella “resilienza” (dal latino resilire, rimbalzare), intesa come “la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà”.

Da questa consapevolezza è nato il “Festival della Resilienza”, promosso dall’associazione ProPositivo, fondata da un gruppo di giovani sardi, sparsi per il mondo, studenti e lavoratori, realisti e sognatori, uniti intorno a un semplice assunto: “se il tempo normalmente usato per lamentarci delle difficoltà lo investissimo nell’analisi e la soluzione dei problemi, saremo in grado di escogitare proposte innovative e sostenibili”.
Nel corso degli ultimi 3 anni intorno al Festival si è venuta a formare una rete di oltre 50 partner nazionali e internazionali (Politecnico di Milano, La Stampa, RIDE, Accademia Internazionale Teatro Dimitri, Anonima Sette, Osservatorio Salute e Sicurezza, Open Hub, Urban Experience, Cittanet, Impact Hub Roma, Accademia Zero Stress, Radio Kaos), regionali (Fondazione di Sardegna, Sardegna Film Commission, Sardegna Teatro, Urban Center Cagliari) e locali (scuole superiori di Macomer e Bosa, Istituto Salesiano Don Bosco, ASD Joy Onlus, Libreria Emmepi Ubik, Forum Giovani, Centro Servizi Culturali Macomer), con lo scopo di creare un modello replicabile di rigenerazione territoriale, capace di mettere a sistema le realtà più virtuose in campo economico, sociale e culturale con i territori che maggiormente risentono la crisi e lo spopolamento in Italia.
Quest’anno il Festival si svolgerà dal 21 agosto al 2 settembre: due settimane alla scoperta del Centro-Sardegna con 4 giorni di turismo attivo tra Nuoro, Macomer e Bosa. Al centro della sperimentazione il modello del “brainsurfing”, un incontro tra la riflessione dinamica (brainstorming) e l’ospitalità diffusa (couchsurfing). Un itinerario che si soffermerà sulle potenzialità e criticità del territorio sul quale i partecipanti lavoreranno e che permetterà di creare relazioni umane, prima che professionali, tra innovatori e artisti esterni al territorio ed esperti e artisti locali.

L’attenzione si concentrerà poi sull’area del Marghine per 8 giorni con decine di eventi socio-culturali, il TEDx, la sperimentazione del primo InfoLab europeo e una summer school di formazione per la comunità su diversi temi, dall’imprenditoria locale all’euro-progettazione, dal giornalismo all’arte pubblica. Il tutto avverrà a fianco di una “Residenza per Artisti” che andrà a coinvolgere oltre 60 tra attori, ballerini, registi, scrittori, fotografi, street-artist e musicisti italiani e stranieri, i quali – al fianco di innovatori nel campo dell’arte pubblica e delle smart cities – collaboreranno per creare un progetto per il territorio, animare il festival e fare formazione alla comunità.
Attraverso un approccio metodologico basato sull’incontro e la sinergia tra il mondo della scienza e quello dell’arte, l’obiettivo è creare un ambiente dinamico e multilinguistico, capace di collegare logica e creatività, scuola e imprenditoria, istituzioni e società civile, pubblico e privato. Tutti ingredienti fondamentali per attivare processi di problem solving comunitario e di rigenerazione territoriale che accrescano la resilienza e le life skills dei cittadini, ossia quelle “abilità che aiutano le persone ad affrontare positivamente ed efficacemente le sfide della vita quotidiana” e favoriscano nuovi processi di sviluppo socio-economico, attraverso la valorizzazione delle strategie e dei fondi europei.

Fonte: ProPositivo

aperta il 24/07/20170 partecipanti

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