Progetto Gedeone

Nel settembre del 2013 il Comune di Carlopoli (Catanzaro) ha affidato in comodato d’uso gratuito decennale al “Progetto Gedeone” – promosso dal Comune stesso insieme a due Associazioni della zona, la “Comunità S.S. Pietro e Paolo” e la “New Day Onlus” – 8 ettari di terreno comprensivi dei ruderi dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo. La storia di questo complesso monastico, fondato dai benedettini nel secolo XI in prossimità del fiume Corace e ricostruito successivamente dai cistercensi nel secolo XII, si incrocia ai suoi inizi con quella di Gioacchino da Fiore, che qui vestì l’abito monacale, divenendone subito dopo abate, e iniziò a scrivere le sue opere principali. Danneggiato una prima volta dal terremoto del 1638, e poi da quello del 1783, il monastero venne progressivamente abbandonato e spogliato delle opere artistiche che conteneva. Fino a tre anni fa, viveva in uno stato di totale degrado. Ma in breve tempo il Progetto Gedeone è riuscito a ripopolare i suoi resti, innescando un meccanismo basato sull’accoglienza e sulla riappropriazione dei luoghi storici e naturalistici e favorendo l’inclusione di persone con disabilità psichiche o che vivono situazioni di disagio economico e sociale di vario genere.

Per realizzare il Progetto è stata costituita un’impresa sociale, impegnata prevalentemente nel settore dell’agricoltura: il terreno incolto circostante l’Abbazia è stato recuperato, con l’impianto di un orto che vede la coltivazione di origano ed erbe officinali (e la realizzazione di percorsi didattici, attraverso i “sentieri degli odori”) e nel quale è stata sperimentata, con successo, la piantumazione dello zafferano, che necessita di un microclima particolare.

All’attività agricola si è subito affiancata quella legata al turismo sociale e alla valorizzazione dei beni culturali e ambientali, allo scopo di creare posti di lavoro che sposino modelli di vita sostenibile e che tengano conto delle diverse abilità lavorative. A tal fine, i “nuovi monaci”, persone con storie di disagio sociale o problemi fisici e psichici, lavorano gomito a gomito con volontari e gente del posto. Tra gli interventi, realizzati o in corso, l’allestimento di un’area ristoro e il recupero di un edificio da destinare a punto di accoglienza e piccola foresteria, la creazione di un sistema di passarelle per permettere l’accesso ai disabili con difficoltà motorie, l’individuazione e realizzazione di percorsi naturalistici nei pressi dell’Abbazia, secondo una forma di turismo sociale che si ispiri a principi di sobrietà, equità, sostenibilità, partecipazione e solidarietà.

Grazie al Progetto Gedeone, l’Abbazia di Santa Maria di Corazzo è diventata un luogo di integrazione e di riferimento per la collettività, dove i soggetti disagiati sono i protagonisti dello sviluppo locale.

Obiettivi

Il progetto si prefigge la valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale dell’area circostante l’antica Abbazia di Corazzo, attraverso la creazione di un’impresa sociale che rivesta una duplice funzione:
• offrire opportunità di inserimento lavorativo a persone che vivono in situazioni di disagio economico-sociale e/o psichico, sperimentando nuovi percorsi lavorativi in agricoltura e forestazione, nel turismo sociale e nella valorizzazione dei beni storico-ambientali
• creare un luogo di integrazione e di riferimento per la collettività, dove i soggetti disagiati svolgano un ruolo da protagonisti, abbattendo così i pregiudizi inerenti il disagio, attenuando le problematiche relazionali ed emozionali che i soggetti riscontrano quotidianamente nella loro sfera familiare prima ancora che sociale.

Partnership

Il Progetto è nato grazie al connubio tra il Comune di Carlopoli (Catanzaro) e le Associazioni “Comunità S.S. Pietro e Paolo” di Lamezia Terme e “New Day Onlus” di Soveria Mannelli (Catanzaro), con la partecipazione del “Centro di Salute Mentale del Distretto del Reventino” di Decollatura (Catanzaro) e dell’azienda agricola “Apicoltura Miceli” di Lamezia Terme.

Risultati

Sul fronte dell’integrazione sociale, il Progetto Gedeone ha portato all’inserimento lavorativo di 5 soggetti svantaggiati che, grazie alla collaborazione con il Centro di Salute Mentale del Distretto del Reventino e al supporto dell’azienda agricola Miceli, partecipano con continuità alle attività di orticoltura: il primo anno sono stati messe a dimora 5.000 piantine di origano, 30 alberi, 800 bulbi di zafferano e 100 di tulipano, realizzando un impianto di irrigazione lungo 650 metri, e raccolte 200 balle di fieno; nel 2015 sono stati avviate nuove produzioni, soprattutto in direzione del recupero delle erbe officinali.
Quanto alla tutela attiva del territorio, e della valorizzazione dei suoi beni storico-ambientali, il Progetto ha rivitalizzato i ruderi dell’Abbazia di Santa Maria di Corazzo (anche in questo caso, i soggetti disagiati partecipano all’organizzazione delle giornate ricreative), innescando un meccanismo basato sull’accoglienza e sulla riappropriazione dei luoghi storici e naturalistici da parte delle persone: un contesto in cui il visitatore non si sente spaesato o intimorito, ma coinvolto in una fruizione attiva dei luoghi, intesi come spazi di svago, d’integrazione e di ritrovo per i giovani e le famiglie. Finora sono stati accolti circa 7.000 visitatori, ed effettuate oltre 500 visite guidate.

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