I Briganti del Cerreto

Cerreto Alpi, antica comunità di pastori transumanti, è il borgo più antico del Comune di Collagna, la cui prima testimonianza risale ad un documento dell’ 835.
Il paese, posto nel cuore dell’Appennino reggiano alla confluenza tra il canale Cerretano e il fiume Secchia, contava agli inizi del 900 circa mille abitanti, mentre attualmente registra la presenza di sole 80 persone. Come molti paesi di montagna, anche Cerreto Alpi è stato colpito nella seconda metà del ‘900 dai processi di abbandono e spopolamento, che ha portato, alla fine degli anni ‘80, alla chiusura dell’ultimo locale pubblico rimasto, il bar-alimentari. Negli anni ‘90 i pochi giovani rimasti nel paese decidono di provare ad invertire la tendenza all’abbandono del territorio cercando di rivitalizzarne la vita sociale ed economica, attraverso il coinvolgimento diretto di tutta la comunità. Il territorio di Cerreto Alpi è ancora oggi gestito da una Commissione di Uso Civico, eletta dai cittadini, che esiste dal 1200 e gestisce la proprietà collettiva di 600 ettari di bosco. La Commissione, su sollecitazione dei giovani del paese, decide di investire 10 milioni di lire per comprare la scuola elementare dismessa di proprietà del Comune di Collagna, anche con l’intento di impedire che tale struttura potesse essere rilevata da soggetti privati. La vecchia scuola viene trasformata in un bar-circolo sportivo, con lo scopo di creare un luogo pubblico che fungesse da punto di riferimento per gli abitanti del paese. Dopo circa un anno e mezzo ci si rende conto che il circolo ricreativo, pur avendo un importante funzione di aggregazione, non poteva contrastare la tendenza all’abbandono del paese, poiché non era in grado di creare occupazione. Allora i giovani residenti a Cerreto Alpi, che non intendevano spostarsi dal luogo in cui erano nati e cresciuti per cercare altrove lavoro, cominciano a pensare alla creazione di una cooperativa, con l’obiettivo di rivitalizzare le piccole economie locali e valorizzare il territorio dell’Alta Valle del Secchia, a vantaggio dell’ambiente e della comunità.

Nel giungo 2003 nasce la cooperativa I briganti del Cerreto, che si occupa di molte attività, tutte legate alla promozione del territorio, all’agricoltura e alla manutenzione dell’ambiente. Le prime azioni messe in atto per avviare il progetto hanno riguardato il recupero delle case abbandonate e l’uso delle seconde case per ospitalità turistica, la rivitalizzazione dei vecchi mestieri e tradizioni (es. raccolta di castagne e produzione della farina rossa, tipica della zona; produzione di pecorino), il recupero delle antiche feste. (Transumanza, Festa del mulino; Notte Oscura; Festa dei Borghi del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco- Emiliano).

È stato poi costruito un rifugio in legno fuori dal paese che funge da punto di riferimento o punto tappa per l’escursionismo estivo ed invernale dell’ Alta Valle del Secchia (trekking, escursioni con Mountain-Bike, passeggiate a cavallo, nordic walking, escursioni con le ciaspole) con accompagnatori e istruttori della cooperativa I Briganti di Cerreto e del Consorzio il Gigante Del Parco, di cui e socia. Il rifugio funziona anche come luogo di ristoro, con 30 posti. Nel 2007 è stato recuperato il metato di Cerreto Alpi, grazie al contributo del Gal Antico Frignano-Appennino Reggiano e del Comune di Collagna; il metato fa parte di uno dei percorsi tematici organizzati e proposti dalla cooperativa I briganti di Cerreto che lo ha utilizzato fino ad ora per scopi didattici e turistici e per la produzione di farina di castagne: il fuoco del metato resta acceso per 40 giorni e 40 notti per essiccare 20 quintali di castagne, destinati a diventare ottima “farina rossa”.

Anche l’antico mulino ad acqua, situato sulle sponde del Secchia, che serviva le frazioni di Valbona, Collagna e Cerreto Alpi macinando i cereali e le castagne essiccate nei metati del territorio, è stato ristrutturato e trasformato in alloggio rurale per il turismo di comunità di Cerreto Alpi. Il mulino, dismesso dal 1963, è stato oggetto di un primo intervento di recupero, eseguito dal Parco del Gigante, che ha mantenuto le caratteristiche originarie dell’edificio, conservando l’antico mulino così com’era all’origine, compreso l’impianto macinante a pale orizzontali.

Il secondo intervento, eseguito dal Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, ha riguardato la ristrutturazione interna dell’immobile, al fine di destinarlo ad alloggio rurale.

Obiettivi

La Cooperativa dei Briganti di Cerreto si propone di promuovere la vocazione turistica dell’antico borgo di Cerreto Alpi attraverso l’attivazione di diversi soggetti locali che collaborano alla valorizzazione complessiva del territorio e delle sue risorse culturali, sociali e paesistico-ambientali, contrastando il processo di spopolamento e degrado della montagna, dovuto all’abbandono dei terreni coltivati e dei pascoli. Per perseguire questi obiettivi, I Briganti di Cerreto sono stati tra i primi e più entusiasti protagonisti del progetto di “Turismo di comunità”, sviluppato dal Gal Antico Frignano-Appennino Reggiano, e che coinvolge oggi diverse cooperative della zona. Il Turismo di comunità si rivolge ad una fascia di utenti alla ricerca di un rapporto diretto con il territorio e coloro che lo abitano, attraverso forme di coinvolgimento attivo. Il turismo di comunità si basa su una serie di attività turistico-ricreative ideate, organizzate e gestite in modo partecipato, sinergico e responsabile dai membri di una piccola comunità locale. Le attività dei Briganti di Cerreto sono molteplici e rivolte alla costruzione di una microeconomia locale che coniuga il turismo responsabile di comunità con una varietà di azioni rivolte alla manutenzione, salvaguardia e manutenzione del territorio: • - Forestazione; cura del verde e del territorio •-  Servizi ambientali per il controllo e il monitoraggio del territorio. •- Agricoltura e zootecnia biologica •-  Turismo agreste, agriturismo;Turismo di Comunità;Turismo Scolastico • - Commercializzazione di prodotti locali - • Corsi didattici rivolti alle scuole e a tutti i soggetti interessati su temi inerenti al territorio per le sue connotazioni agricole, forestali, naturalistiche, ambientali, storico culturali. • - Coordinamento e gestione di iniziative finalizzate alla gestione di alloggi, camere o altre forme ricettive per uso turistico, nonché attività inerenti l’agriturismo. •-  Gestione di servizi vari, inerenti il territorio, anche per conto di Enti o privati. La Cooperativa è composta da 16 Soci Fondatori, di cui 8 soci lavoratori a tempo indeterminato, più un altro dipendente non socio. Questo significa che su una popolazione di 80 abitanti, la cooperativa ha creato un incremento dell’occupazione pari al 10%. Per rendere operativo il progetto è stato sottoscritto un “patto territoriale” (micro patto) tra tutti i soggetti del territorio interessati al Turismo di Comunità: oltre ai Briganti di Cerreto, il Circolo Ricreato di Cerreto Alpi, il Comune di Collagna, la parrocchia, la cooperativa La Sorgente e il consorzio Sentieri Aperti, l’azienda agricola Tronconi, I Giardini dell’Acqua di Collagna, l’Albergo da Gian, la società La Ducale, il Club di prodotto Il Gigante del Parco, l’Unione Regionale Cacciatori dell’Appennino. Il micro patto è uno strumento di concertazione che formalizza la collaborazione tra più soggetti imprenditoriali, associazioni ed amministrazioni locali che danno forma ad una determinata offerta, precedentemente individuata e strutturata, atta a corrispondere ad una specifica domanda ed evolvere dopo la fase di start-up della collaborazione verso la costituzione di un soggetto societario associativo o consortile. L’idea è quella di “aprire” i piccoli Borghi ai turisti e creare una rete di servizi, utilizzando i patti territoriali che coinvolgono gli operatori interessati alla valorizzazione e alla divulgazione di tradizioni, storico, culturali del nostro territorio. La cooperativa I Briganti di Cerreto aderisce anche al Consorzio Fare Appennino, di cui fanno parte numerose cooperative delle province di Reggio Emilia, Parma, Modena, Piacenza, Lucca, Massa, Livorno e Arezzo. L’esperienza di Turismo di Comunità di Cerreto Alpi è stata presentata al Forum del turismo responsabile tenutosi a Penne, “Bel Paese Buon Turismo”, organizzato dall’ AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) e al FITS (Forum Internazionale Turismo Sostenibile), tenutosi a Marsiglia.

Partnership

- 16 soci della Cooperativa di Comunità I Briganti di Cerreto - Comune di Collagna - Comunità Montana Appennino Reggiano - Provincia di Reggio Emilia - Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano - Enia - I soggetti che aderiscono al Micro Patto per il Turismo di Comunità  

Risultati

L’esperienza dei Briganti di Cerreto si inquadra all’interno di una modo innovativo di intendere l’imprenditoria cooperativa e le azioni di ricostruzione di microeconome locali tese all’autosostenibilità. Fin dal suo nascere l’esperienza rivela un approccio teso a coinvolgere In modo diretto la comunità del borgo nel progetto di rivitalizzazione dell’economia locale. I pochi giovani rimasti nel paese valorizzano la cultura dell’uso civico ancora viva a Borgo Cerreto, mirano a creare forme di economia basate sulla cura e la promozione del loro territorio, coniugano il turismo responsabile di comunità con una molteplicità di azioni rivolte alla salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio, recuperano antichi mestieri e tradizioni, costruiscono un micro patto territoriale finalizzato a creare un circuito virtuoso a sostegno del turismo di comunità, basato su un corretto uso non dissipativo delle risorse locali. A dieci anni dalla sua nascita, la cooperativa ha ottenuto il risultato di circa 1000 persone all’anno che vanno a visitare il paese, creando un indotto economico che non esce dal territorio, ma va alle realtà che hanno aderito a questo patto, come il ristorante o il circolo ricreativo che conta oggi 500 soci, i turisti stessi. Il principale punto di forza del progetto è che gli interessi della cooperativa sono strettamente legati alle ricadute sulla comunità: se nel 2011 i Briganti di Cerreto hanno fatturato 300mila euro, il bilancio di comunità è stato di 350mila euro. Questo perché, come sostiene Renato Farina, responsabile dei progetti della cooperativa, il loro “non è un progetto imprenditoriale fine a se stesso, ma un progetto sociale per ricreare il tessuto della comunità” (Farina, 2011).

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