Albo dei manutentori del paesaggio

Il progetto Histcape

La Regione Marche nel 2013-2014 ha sviluppato un’azione pilota in comune di Arcevia (territorio alto-collinare e appenninico a monte di Senigallia) nell’ambito del progetto Interreg IVC Histcape. Obiettivo del progetto, sperimentare forme efficaci di tutela attiva del paesaggio e del patrimonio culturale, facendo leva per un verso sulla cittadinanza (appartenenza ai luoghi, cura dell’identità comunitaria) e per un altro sulle attività produttive e i processi economici (in agricoltura, nel turismo, nei servizi alla popolazione).

Il progetto Histcape ad Arcevia si è articolato in una parte conoscitiva e in una di progettazione e prima sperimentazione di azioni.

La parte conoscitiva ha esaminato due aspetti:

  • la conoscenza tacita sul paesaggio. Il progetto ha dato rilievo alla conoscenza tacita sul paesaggio delle persone residenti nel territorio arceviese: nel centro principale di Arcevia, e nei numerosi castelli di cui è punteggiato l’ambito comunale: Avacelli, Castiglione, Piticchio, Montale, Nidastore, Loretello, San Pietro in Musio, Palazzo, Caudino. Una conoscenza tacita interpretata non solo come l’insieme delle conoscenze relative agli usi del suolo, alle risorse e alle forme insediative che si sono sedimentate storicamente, ma anche come l’insieme delle conoscenze sulle trasformazioni che hanno interessato e continuano a interessare il paesaggio; un insieme, quest’ultimo, variegato e composto in cui convivono spinte contraddittorie;
  • le trasformazioni del paesaggio. Oltre a esplorare la conoscenza tacita locale con un metodo di ascolto e osservazione ispirato alla ricerca etnografica, il progetto ha studiato le trasformazioni oggettive del paesaggio arceviese negli ultimi cinquant’anni. Dallo studio è emerso che il territorio mantiene importanti valori paesaggistici legati alla lunga azione modellatrice della mezzadria e alla struttura insediativa medievale. Il paesaggio è stato assoggettato a trasformazioni ma non ne è stato travolto. Sono avvenuti processi graduali che hanno modificato parzialmente i luoghi, senza mutarne radicalmente i caratteri fondamentali.

La parte di progettazione e prima sperimentazione di azioni, ha sviluppato alcuni percorsi ricercando il contributo e la partecipazione di attori locali interessati al tema della difesa attiva del paesaggio e della interpretazione del paesaggio come risorsa per una varietà di iniziative, e non solo come dotazione statica o eredità del passato. Si sono formati diversi gruppi di lavoro, sono stati raccolti e discussi materiali, si sono gradualmente messe a fuoco alcune possibili azioni di relativamente rapida realizzazione, capaci di avviare in concreto alcune pratiche innovative. In questo modo hanno preso forma tre azioni: Itinerari dei castelli, Sentiero delle rogazioni, Albo dei manutentori del paesaggio.

L’azioneItinerari dei castelli” ha interessato le frazioni di Loretello, Montale e Castiglioni. Vi hanno collaborato i Comitati di castello e gli studenti del corso di Sociologia dell’ambiente e del territorio dell’Università Politecnica delle Marche. Lungo alcuni itinerari si sono intrecciate osservazione dei castelli e ascolto di storie codificate e di storie di vita. Dopo l’evento gli studenti hanno composto i loro rilievi di campo sotto forma di “diario etnografico”.

L’azione “Sentiero delle rogazioni” ha interessato la frazione di Loretello. Ha collaborato il Comitato di castello. Alcuni anziani sono stati ascoltati sul tema delle rogazioni: riti religiosi primaverili contro la grandine e altre minacce ai raccolti, praticati sino agli anni 1950. Le testimonianze hanno fatto emergere il significato di elementi storici distintivi del paesaggio rurale: edicole votive, croci, figure e simboli lungo le strade campestri. Dalle singole emergenze si è risaliti al mondo sociale che li ha generati.

L’azione “Albo dei manutentori del paesaggio” è dettagliatamente descritta di seguito.

Albo dei manutentori del paesaggio

L’azione ha interessato l’intero territorio del comune di Arcevia. Il gruppo di ricerca di Histcape, assieme ad alcune associazioni locali, ha identificato una serie di elementi del paesaggio tradizionale che sono oggetto di cura spontanea da parte della popolazione: mulini, lavatoi, edicole sacre, croci, filari, canneti, alberi secolari, piante da frutto di particolari e antiche varietà locali.

Tra questi elementi si è deciso di privilegiare quello della frutta antica. Con il fondamentale contributo di un esperto locale sono state individuate le varietà presenti nel territorio di Arcevia, e si è composto un repertorio fotografico.

Il gruppo ha poi discusso la stesura di un bando per invitare la cittadinanza a segnalare le buone pratiche relative a queste specifiche varietà di frutta. Il bando è stato finalizzato alla costituzione di un “Albo dei manutentori”, un registro pubblico che dia riconoscimento e pubblicità alle pratiche meritorie dei cittadini a difesa di specifici elementi del paesaggio, anche con una cerimonia di premiazione pubblica.

Ci si è indirizzati all’idea della costituzione di un Albo perche è una azione di facile mantenimento: è sufficiente di anno in anno scegliere sempre nuovi elementi distintivi del paesaggio su cui concentrare l’attenzione, e adattare ad essi alcune parti del bando. In tale modo l’Albo funziona come una cornice istituzionale che permette nel tempo di attivare sempre nuovi contenuti e contributi, ricerche e collaborazioni all’interno della comunità locale, ampliando la conoscenza sugli elementi distintivi del paesaggio e la consapevolezza collettiva del loro significato.

Il bando e la premiazione

  • Il bando per la segnalazione dei Manutentori della frutta antica è stato lanciato come previsto dal Comune di Arcevia alla fine del 2014. Nonostante fosse alla sua prima edizione, un interesse diffuso è emerso e la comunità arceviese ha risposto. Sei persone si sono candidate per essere iscritte nell’Albo. La frutta antica che essi con la loro opera contribuiscono a mantenere, appartiene alle seguenti varietà: Prugne spiccialosso (2 volte), Prugne verdacchie (4), Brugnole, Pesche spiccialosso  (4), Pesca sanguinella, Pesca cotogna settembrina, Pesca settembrina, Peschetti, Fichi di San Pietro (2), Fichi verdicchio, Mela rosa  (3), Mela cotogna, Melella di San Giovanni  (4), Melette, Mela ciaritana, Mela muso di bove, Mela limoncella  (2), Mela abbondanza, Melagrana, Sorbo, Nespole, Giuggiole, Visciole, Ciliegia durone, Ciliegie cornie, Pere di Sant’Anna, Pere estive, Peretti, Mandorle, Azzeruole rosse, Uva rapa, Uva vernaccia ciaritana nera, Uva petrignone bianca.

La premiazione dei sei Manutentori è avvenuta il 15 febbraio 2015 nel Teatro comunale alla presenza del Sindaco e dei curatori del progetto. L’evento è stato inserito nel calendario eventi di una nota sagra locale, cosa che ha assicurato una folta partecipazione di pubblico.

Sul progetto è di imminente pubblicazione l’e-book: Zenobi V. (a cura di), Paesaggio, conoscenza tacita e sviluppo locale. Il progetto Histcape ad Arcevia, Regione Marche 2015.

Obiettivi

• Promuovere la tutela attiva del paesaggio;
• produrre conoscenza sui significati e i valori del paesaggio;
• proporre la conoscenza tacita come risorsa per interpretare creativamente il paesaggio, l’ambiente, la cultura dei luoghi;
• creare meccanismi istituzionali capaci di sostenere nel tempo la produzione di conoscenza e consapevolezza collettiva sul paesaggio.

Partnership

Regione Marche; Comune di Arcevia; Comitati di castello del territorio di Arcevia; Università Politecnica delle Marche; Associazioni culturali (GAS Arcevia, ANPI, AVIS); Associazione temporanea di imprese Irs Milano – eco&eco Bologna.

Risultati

La messa in funzione operativa dell’Albo dei manutentori del paesaggio a cura del Comune di Arcevia, e la conseguente cerimonia di premiazione pubblica, testimoniano che un progetto nato “lontano”, nell’ambito della programmazione europea di Interreg IVC, è stato con successo pilotato da Regione Marche verso la sperimentazione efficace sul campo e l’adozione da parte della comunità locale. Il ragionamento anche teorico attorno al tema della tutela attiva del paesaggio ha cioè saputo declinarsi in un modo interessante e stimolante per alcuni degli attori sociali che hanno un ruolo potenzialmente assai importante ai fini della tutela. Le idee generate dal progetto sono state apprezzate e messe in pratica dal Comune. Il meccanismo istituzionale dell’Albo, immaginato per durare nel tempo, si è effettivamente innescato. Un gruppo di cittadini, appassionati ed esperti, si è volontariamente attivato per realizzare l’idea dell’Albo ed è in grado di mantenerlo e svilupparlo, usandolo per vari scopi; anche come riflettore per illuminare elementi del paesaggio locale che meritano attenzione perché minacciati, o perché poco conosciuti e trattati con indifferenza.

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