Nel Piceno si parla di turismo e sviluppo locale con Trentino School of Management e SNAI

Quattordici dei quindici comuni dell’area interna del Piceno, nelle Marche, sono nel “Cratere” individuato dopo i terremoti di agosto ed ottobre 2016 e di gennaio 2017. Tra i centri più colpiti, ne fanno parte, ad esempio, Arquata del Tronto ed Acquasanta Terme.
Qui, dove s’incontrano il Parco nazionale dei Monti Sibillini e il Parco nazionale dei Monti del Gran Sasso e della Laga, i Sindaci hanno pensato che il futuro dello sviluppo del territorio possa declinarsi intorno al concetto “Turismo & Ben-essere”. Per questo, nell’ambito dell’elaborazione della Strategia d’area sono stati coinvolti gli esperti della Trentino School of Management (tsm), una società consortile creata dalla Provincia autonoma di Trento e dell’Università di Trento che si occupa di progettazione turistica. Da domenica a martedì, gli esperti (Alessandro Bazzanella, Andrea Gelsomino e l’artista Luca Lagash) guidati da Paolo Grigolli, direttore della Scuola di Management del Turismo – tsm hanno svolto una missione nel Piceno, in collaborazione con il Comitato Tecnico Aree Interne.

“Abbiamo prima di tutto esplorato il territorio, grazie ai referenti locali. Percorrendolo (l’area misura in tutto oltre 700 chilometri quadrati, ndr) abbiamo individuato alcuni possibili attrattori nei Comuni dell’area interna -racconta Grigolli-. Il secondo aspetto della missione, è stato un coinvolgimento degli operatori, di persone che sono quotidianamente impegnate con la domanda turistica sul territorio, che conoscono i flussi che insistono su quest’area, per capire attraverso i loro racconti ‘che cosa fanno le persone che arrivano nell’area’. Il terremoto ha modificato alcuni comportamenti dei visitatori, ovviamente, ma gli operatori hanno tracciato molti fllussi turistici. Quello che ci interessava far emergere, attraverso questi incontri, è che per indirizzare lo sviluppo locale dobbiamo comprendere quali siano le vere attrazioni del territorio dal punto di vista del turista”. Il metodo di lavoro elaborato da tsm, in collaborazione con l’Università svizzera di San Gallo, prevede dei confronti di fronte a “mappe”, a diverse scale di grandezza, che raccontano il territorio, e questo -spiega Grigolli- “serve a capire se progettualità ampie, di cluster, abbiano una corrispondenza a con quanto fanno i turisti sul territorio. Abbiamo così potuto intercettare diverse tipologie di flussi: quelli che riguardano il trekking, la mountain bike, ma anche le esperienze che riguardano temi molto particolari e i numerosi eventi che animano i diversi Paesi. Queste indicazioni ci aiutano a capire come creare o accrescere l’esperienza del turista per contribuire a costruire una domanda più robusta, migliorando i servizi, come la segnaletica, la ciclabilità, la gestione dei sentieri, le aperture delle attrazioni presenti sul territorio, la formazione di guide capaci di andare oltre la spiegazione degli artefatti per coinvolgere l’ospite verso l’elaborazione di vere esperienze”.

Il frutto della missione sono decine di mappe di flussi. “Dopo averle elaborate, nei primi mesi del 2018 torneremo nel Piceno a presentarle, e per farle ‘incrociare’ con quanto indicato nella bozza della Strategia elaborata in ambito SNAI” aggiunge Grigolli. Che sottolinea come “il metodo della discussione ha avuto la capacità di attivare una modalità progettuale: l’obiettivo è far venire in mente alle persone le cose di cui c’è bisogno sul territorio, senza calare idee dall’alto”.

La delegazione della tsm ha visitato anche l’area più colpita dal sisma, i centri completamente distrutti di Pescara ed Arquata del Tronto. Visite che, dice Grigolli, “impongono una riflessione di altro tipo… ‘che cosa fare quando non c’è più una dimensione riconoscibile della comunità? Come rielaborare la “ferita”? ‘”.
È per rispondere anche a sollecitazioni di questo tipo che nel gruppo di lavoro della Trentino School of Management c’è anche un artista, Luca Lagash “che ci guida in un pensiero laterale, più profondo, di come l’arte può aiutare i territori e le comunità a darsi nuove progettualità. Al metodo scientifico, quindi, accompagniamo lo sguardo di un artista, che pone domande e immagina risposte anche sotto forma di applicazioni aggregative e performanti sul territorio, che aiutino ad elaborare ciò che è accaduto e trovino il modo di scatenare ulteriori energie e visioni per sostenere e rinnovare i progetti di ricostruzione e rilancio delle unicità delle Aree”.

La collaborazione tra SNAI e Trentino School of Management è nata un anno e mezzo fa, dopo l’incontro ad una conferenza, durante la quale tsm aveva presentato il proprio metodo di lavoro. Perché potesse concretizzarsi, è stato però necessario studiare una modalità che permettesse alla società di operare al di fuori del territorio trentino. “La cosa interessante è che la Provincia Autonoma di Trento ha deciso di finanziare questo progetto, proponendo il suo know how ad un territorio che affronta la grave condizione del post-terremoto. Per questo, abbiamo dovuto costruire un meccanismo ad hoc e credo che il nostro intervento rappresenti anche un nuovo modo di essere solidali tra enti locali. È forse il tempo di una necessaria generosità. Un tempo nel quale l’autonomia di un territorio potrebbe contribuire a fornire strumenti e metodi per fornire a popolazioni duramente colpite il modo di inventarsi una strada per ritornare autonomi” conclude Grigolli. (luca martinelli)

aperta il 20/12/20170 partecipanti

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