A Palermo un incontro per la Strategia per le Aree Interne Sicilia

Sabrina Lucatelli: “La Sicilia come la Toscana. Chiuse due strategie su cinque, buon esempio per il Mezzogiorno. Fabrizio Barca: “Abbiamo costruito una piattaforma permanente per il 20% del territorio siciliano”

Palermo, 11 luglio 2018 – Si è tenuto questa mattina a Palermo, presso l’Albergo delle Povere, l’incontro organizzato dalla Regione Sicilia “La nuova sfida territoriale: le cinque aree interne siciliane”, un’occasione per fare il punto sulla Strategia Nazionale per le Aree interne che conta in Sicilia ben 5 aree: Madonie, Nebrodi, Simeto – Etna, Terre Sicane, Calatino.

Alla presenza del Presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci cui sono state affidate le conclusioni, tra gli altri hanno partecipato Bernadette Grasso, Assessore agli Enti Locali della Regione Sicilia, e Dario Tornabene, Autorità di Coordinamento dell’Autorità di Gestione del PO FESR Sicilia 14/20.

Sabrina Lucatelli, coordinatrice del Comitato nazionale SNAI, spiega: “La Sicilia si attesta molto bene rispetto all’andamento della Strategia nel Mezzogiorno, ma anche a livello nazionale: fino ad oggi la Sicilia ha infatti chiuso due Strategie (Madonie e Simeto) in linea con le Regioni più avanti nel percorso (come ad esempio Lombardia, Piemonte, Marche e Toscana). In Sicilia è inoltre in via di chiusura il secondo Accordo di Programma Quadro del Mezzogiorno, dopo quello dell’Irpinia” ha aggiunto.

“La comunità e la partecipazione potranno ora fare la differenza: la pressione della comunità sarà essenziale per raggiungere i risultati attesi. Per questo invito tutti ad intensificare la comunicazione sui territori e accelerare i tempi, inclusi i livelli nazionale e regionale. Diverse le spiegazioni ai tempi lunghi: oltre alla forte conflittualità e alle resistenze sui territori, c’è anche un tema di funzionamento delle macchine amministrative, legato alla debolezza in termini di risorse umane dedicate e alla necessità di ristabilire una chiara priorità politica a livello regionale e nazionale”.

Moderati da Patrizia Picciotto dirigente del Dipartimento Regionale alla Programmazione, uno dopo l’altro sono intervenuti i sindaci referenti delle cinque aree interne siciliane e ciascuno ha presentato le scelte dei territori nell’ambito della Strategia: dal miglioramento dei servizi alla salute del Simeto all’artigianato del Calatino; dalla creazione di nuovi mercati per i prodotti agricoli di qualità, passando per un sistema intercomunale digitalizzato dei Sicani, allo sviluppo dell’agroalimentare e del turismo dell’area dei Nebrodi, fino all’idea di un’autosufficienza energetica delle Madonie.

Fabrizio Barca, consigliere della Strategia Nazionale per le aree interne, mettendo in luce i passi avanti e gli elementi innovativi della Snai, si concentra sulle priorità dell’immediato: potenziamento delle capacità del sistema intercomunale con l’aggiunta di un meccanismo premiale (“se ci sono Comuni che hanno deciso di unire servizi, questi vanno ‘premiati’ con risorse umane a tempo indeterminato”). Altro fattore, la partecipazione: “ci vuole più  partecipazione (parola che in Italia abbiamo consumato prima di usarla davvero), perché nella Strategia è fondamentale: del resto, se i cittadini sono a conoscenza di tutti gli step si dimostrano più tolleranti e diventano parte del processo”. Dunque, maggiore sforzo di comunicazione e informazione: del resto “abbiamo costruito una piattaforma permanente per il 20% del territorio siciliano: il tentativo è quello di ritrovare quel che i cittadini domandano, quel che i politici promettono, e quel che i tecnici sono in grado di mantenere. Questa è la grande scommessa”. (sz)

Il comunicato stampa è stato ripreso da Il Mattino di Sicilia, blogsicilia.it, trapaniok.it, NebrodiNews.it.

aperta il 11/07/20180 partecipanti

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