L’OCSE crede nell’approccio “place based” della SNAI per uno sviluppo rurale innovativo

Mercoledì 11 aprile si è conclusa ad Edimburgo la 11esima Conferenza OCSE sullo sviluppo dei territori rurali, che ha raccolto esperti, operatori sociali, imprenditori, policy makers e attori delle aree rurali dei Paesi dell’OCSE e del mondo intero.
La Conferenza è promossa dal Gruppo di lavoro OCSE sulle politiche rurali, di cui è vice presidente Sabrina Lucatelli, coordinatore della Strategia Nazionale delle Aree Interne.

Il focus della tre giorni di lavoro è stato l’“Innovazione nelle Aree Rurali”, con sessioni dedicate a diverse dimensioni del fenomeno: il benessere e la ricchezza dei cittadini; la costruzione di comunità sostenibili e resilienti; la governance delle politiche di sviluppo rurale; la creazione di lavoro e di impresa; le sfide sociali e ambientali.

Queste tematiche sono state analizzate tenendo in considerazione i principali trend che caratterizzano le aree rurali, considerando le trasformazioni delle preferenze dei consumatori, il potenziale delle nuove tecnologie e il ruolo che le comunità locali rivestono nell’individuare, in maniera proattiva, soluzioni sostenibili per l’offerta dei servizi in aree a bassa densità demografica. 
Le sessioni hanno inoltre posto l’accento sull’innovazione sociale, sui benefici generati da soluzioni pensate in chiave collaborativa (place-based mutualism) e sulla necessità di potenziare le connessioni e i legami tra aree rurali/marginali e aree urbane. 
La Conferenza ha anche riflettuto su cosa significhi fare impresa in aree che presentano evidenti criticità, come una difficile accessibilità o minori economie di scala, sottolineando le potenzialità di uso di tecnologie intelligenti e il valore delle imprese sociali e la necessità di potenziarne la costituzione e l’accompagnamento.

L’esperienza italiana della Strategia Nazionale per le Aree Interne è stata presa a riferimento nelle diverse sessioni, concentrandosi sulle innovazioni dal punto di vista della governance, nella presentazione di Franco Mantino (CREA – ministero delle Politiche agricole e forestali), di Daniela Luisi, progettista Invitalia del Comitato Tecnico Aree Interne, nella sessione Skills of the Future, di Alessandra De Renzis, Regione Toscana nella sessione Social Innovation and Community led Initiatives.

In particolae Franco Mantino (CREA- MIPAAF), nella Sessione dedicata a Rural Policy and Future Governance, ha estrapolato dalla SNAI una serie di considerazioni che possono essere di riferimento per la costruzione di una efficace politica territoriale di sviluppo rurale: partendo dalle esperienze esistenti come ad esempio il Leader, la necessità di creare sinergie tra le politiche esistenti sui territori e la SNAI. A ciò va aggiunta l’opportunità di fornire un costante supporto alla capacità progettuale locale. Queste due chiavi rappresentano un unicum nel quadro delle politiche Europee.



Alessandra de Renzis ha presentato la Strategia dal punto di vista di Regione Toscana, a partire dalle scelte effettuate dall’ente, che ha concentrato l’attenzione su aree marginali/fragili, promovendo una forte azione partenariale sui territori con riferimento dall’Area del Casentino-Valtiberina, della Lunigiana-Garfagnana-Media Valle del Serchio-Appennino Pistoiese, del Valdarno e Valdisieve-Mugello-Val Bisenzio. La realtà toscana spiega come le politiche di innovazione possano stimolare processi di coesione territoriale e sviluppo inclusivo. La presentazione dell’esperienza regionale ha animato una discussione sul ruolo delle comunità nella definizione di scelte/decisioni, sulla necessità di percorsi di accompagnamento costanti e inclusivi.

Daniela Luisi, progettista Invitalia del Comitato Tecnico Aree Interne, ha presentato l’azione della Strategia per migliorare l’accesso e la qualità dei servizi all’istruzione nelle aree interne selezionate in SNAI, sintetizzando questioni problematiche e soluzioni di policy nell’ottica dello Sviluppo Locale e partecipato. 
L’interazione tra diversi soggetti istituzionali, l’educazione non-formale e i nuovi approcci educativi sono stati i punti sui quali il gruppo di lavoro ha sviluppato la sua attenzione. È stata l’occasione per verificare come si posiziona l’Italia delle aree rurali e urbane rispetto agli altri Paesi dell’OCSE su questioni chiave quali la dimensione delle classi, l’accesso alla scuola di infanzia e le valutazioni delle performance scolastiche secondo l’indagine PISA.

Alla Conferenza era presente anche Carlo Ricci, che ha raccontato le esperienze di rigenerazione rurale delle Comunità di prodotto dell’Area interna del Basso Sangro-Trigno, in Abruzzo, soffermandosi sui risultati raggiunti in termini di valorizzazione dell’identità gastronomica, di creazione di valore aggiunto e capitale sociale.

A guidare la delegazione italiana Sabrina Lucatelli, coordinatore della Strategia Nazionale delle Aree Interne e vice chair del Gruppo OCSE sulle Politiche Rurali: è stata lei a presentare la SNAI nella sessione su “Long term planning and prioritisation of rural planning”, riflettendo sulla scelta di puntare sui sindaci e gli enti locali, attraverso la trasformazione in associazioni di Comuni, e lo sforzo di costruire una visione territoriale attorno a pochi risultati attesi. 
Portando l’esempio di alcune aree, ha evidenziato la rilevanza di alcuni indicatori sanitari, come quello dell’ospedalizzazione inappropriata e del tempo di intervallo allarme target. 
Le 72 aree interne italiane hanno in media tempi di risposta più lunghi rispetto alla media italiana, discrimine che non è correlato alla distanza di ciascuna area dal polo più vicino: un fenomeno che mostra come l’ineguaglianza non sia legata alla caratteristiche strutturali delle aree, ma a una non appropriata organizzazione del servizio su territorio.

La Conferenza di Edimburgo si è conclusa con un Policy Statement che riconosce il ruolo fondamentale dello sviluppo rurale per assicurare una crescita inclusiva e assecondare il raggiungimento degli obiettivi della Strategia per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. 
L’OCSE riconosce nuovamente le potenzialità delle aree rurali per dinamizzare la crescita socio economica dei Paesi enfatizzando maggiormente il ruolo dell’innovazione, in particolare quella sociale. E rinnova l’invito ai Paesi membri a sviluppare politiche non compensative, che valorizzino gli asset locali facendo leva su risultati attesi e che si avvalgano anche di politiche settoriali, disegnate con un approccio prospettico e “place based”. Quello sperimentato e realizzato in Italia dalla Strategia Nazionale Aree Interne.

aperta il 12/04/20180 partecipanti

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