Nuova elettrificazione nelle aree interne

Nuova elettrificazione nelle aree interne

In alcune aree interne esiste ancora un problema di elettrificazione delle aziende agricole. Aziende che producono latte di ottima qualità, come nell’Alta Marmilla (Sardegna), non sono in grado di valorizzare le proprie produzioni investendo sulla trasformazione proprio per mancanza di infrastrutture energetiche. E’ evidente allora come la questione energetica sia allo stesso tempo una precondizione per lo sviluppo, che un fattore di sviluppo. Le aziende nelle quali non arriva la rete, tra le altre cose, sono anche state discriminate nella diffusione delle energie rinnovabili. Il sistema di incentivazione per le rinnovabili, infatti, è stato congegnato sulla remunerazione della cessione in rete dell’energia prodotta. Chi non è vicino ad una rete elettrica, non riesce ad accedere al sistema di incentivazione. Come colmare questa importante carenza infrastrutturale? Possono esistere diverse vie. Portare la rete elettrica anche nelle aree più remote, oppure costruire isole o semi-isole energetiche attraverso i nuovi sistemi di stoccaggio ed accumulo di energia. La seconda via, che sembra più innovativa, richiede un ripensamento delle formule di incentivazione, che dovrebbero favorire lo stoccaggio, ed una maggiore cooperazione tra gli attori attivi sul territorio, che dovrebbero unirsi in forme associative come le cooperative di produzione e consumo (già storicamente presenti nella montagna alpina).  Quale delle due opzioni secondo voi ha più possibilità di avere successo? se toccasse a voi progettare una nuova elettrificazione, come agireste?

(Giovanni Carrosio)

aperta il 29/07/20144 partecipanti

  • 4 Responses to “Nuova elettrificazione nelle aree interne”

    1. Diego Loi ha detto:

      Il tema è molto interessante anche perchè di strettissima attualità. Qui nell’Alta Marmilla abbiamo infatti toccato con mano le problematiche delle aziende dislocate nel territorio che pur avendo interesse all’utilizzo delle fonti rinnovabili per la produzione dell’energia, hanno dovuto abbandonare l’idea per ragioni dei costi di investimento legati anche alla impossibilità di accedere alle agevolazioni. Ovviamente il tutto ha inciso e continua ad incidere negativamente in maniera significativa sulla competitività delle imprese locali.

    2. Maurizio Manias ha detto:

      Il problema dell’elettrificazione rurale, con riferimento agli impianti di energia da fonti rinnovabili esiste e ha negato, sino ad un anno fa, privilegi ad altri concessi ma, a seguito dell’evolversi della normativa di settore che privilegia l’autoconsumo, il problema è sentito in quanto non favorisce quel valore aggiunto economico determinato dalla vendita dell’energia prodotta (soprattutto per il mini eolico).
      Ti faccio un esempio. Con la programmazione 2007 −2013, attraverso il Gal Marmilla, sono stati finanziate in Alta Marmilla con la misura 311 – azione 6: n.32 nuovi micro impianti di energia da fonti rinnovabili (n.23 fotovoltaico e n.9 mini eolico) che hanno determinato una potenza installata pari a circa 400 Kwp. La Misura prevedeva che potesse essere finanziata dal Gal solo l’energia venduta al gestore, mentre quella in auto consumo era estranea a finanziamento. Risultato: energia venduta 310 Kwp; energia utilizzata dalle aziende per autoconsumo 90 Kwp; valore economico della vendita pari a circa 200.000 euro/annui.
      Ma veniamo alla tua domanda. Non ci sono dubbi che la seconda ipotesi appare la più “suggestiva” e la più vicina alle evoluzioni dei sistemi di autarchia energetica in applicazione anche in Sardegna (interessante il progetto:Un tentativo interessante in questa direzione è quello promosso da EnergyPeople, un progetto imprenditoriale nato in Sardegna, che si propone l’ambizioso obiettivo di dar vita di un nuovo modello di governance dell’energia, dove enti pubblici, cittadini e imprese diventino protagonisti attivi e possano risparmiare riducendo i consumi energetici, preservando nel contempo l’ambiente in cui vivono. Più concretamente, Energy People propone un sistema tecnologicamente avanzato basato sul concetto di energia a Km zero: alla copertura del fabbisogno energetico di privati e Pa sarebbero preposte delle vere e proprie “isole energetiche”, ossia piccole centrali elettriche a energia verde pensate per soddisfare le esigenze personalizzate di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni e realtà locali. – See more at: http://nova.ilsole24ore.com/tag/isole-energetiche) . La realizzazione di isole energetiche, come tu ben affermi, avrebbe un vantaggio enorme in termini di “facilitazione all’aggregazione/cooperazione” tra imprese agricole, mosse da sicuri benefici economici. Ciò andrebbe ad incidere di certo in una maggiore competitività del comparto, in quanto la stessa sperimentata contrattazione a cooperare potrebbe riguardare anche altri settori come le produzioni tipiche o altro ancora.
      L’altro beneficio riguarderebbe di certo un “restauro” nei punti di visuale percettiva dei paesaggi dell’Alta Marmilla, vera risorsa sulla quale scommettere, in quanto le isole energetiche andrebbero a soppiantare linee aree su palo che non avrebbero più senso di esistere.
      Pe progettare un sistema di “isole energetiche” è necessario fare un’analisi seria delle necessità aziendali attuali ( e quando dico attuali dico a partire da oggi), per poi ipotizzare un sistema di isole forse a livello comunale (prendila con beneficio di inventario).

    3. piero rubino piero rubino ha detto:

      Mi scuso per la tardiva reazione a questo thread ( e per la pochezza del mio contributo … ).
      A) esiste una mappatura affidabile delle aree rurali non servite, che fornisca un’indicazione della numerosità delle aziende prive di elettrificazione di rete e, possibilmente, anche della loro dimensione?
      B) capisco anche io – che sono un mero tuttologo – che la soluzione dell’auto-sufficienza energetica sia superiore in termini di efficienza ( se non altro perché le perdite di rete vanno con il quadrato della distanza lineare ), ma chi potrebbe pagare i costi della realizzazione di un’isola (presumibilmente composta da un piccolo power plant e da una piccola rete di distribuzione locale), attesi livelli di domanda verisimilmente insufficenti a ripagare i costi fissi ?
      PR

    4. Franco Mantino ha detto:

      Vorrei solo aggiungere all’interessante discussione la seguente cosa. Nella programmazione che sta per partire 2014-2020 l’Accordo di partenariato prevede che i finanziamento per impianti di energia rinnovabile includano anche quegli impianti la cui energia viene utilizzata per autoconsumo. Il vincolo precedente è sparito. Naturalmente occorre vetificare ora se e come la regione abbia recepito questa indicazione nel suo PSR e segnalarla qualora si persista nell’errore precedente.
      Franco Mantino

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  • Franco Mantino - INEA dirigente di ricerca
    Iscritto da 3 anni Ultimo login @ 21 Novembre 2014
    piero rubino
    piero rubino - UVAL tuttologo
    Iscritto da 4 anni Ultimo login @ 04 Novembre 2014
    Maurizio Manias - Gal Marmilla Direttore
    Iscritto da 3 anni Ultimo login @ 12 Agosto 2014
    Diego Loi - Agenzia di Sviluppo locale Due Giare Direttore
    Iscritto da 3 anni Ultimo login @ 31 Luglio 2014

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