La Strategia nazionale Aree interne nel cuore dei Monti Nebrodi

C’è un luogo, nel cuore dei Nebrodi siciliani, dove si parla il Gallo-Italico: non un dialetto, ma una lingua vera e propria che affonda le sue radici nel profondo passato della Gallia e del Nord Italia. Il gallo-italico è la lingua ufficiale di San Fratello, piccolo Comune in provincia di Messina. Un idioma così prezioso da esser patrimonio Unesco: ce lo racconta a cena Francesco Fulla, sindaco di San Fratello, sottovoce, quasi a non voler ostentare orgoglio per tale rarità.

C’è un luogo, nel cuore dei Nebrodi, dove le ceramiche sono arte eccelsa e i maestri ceramisti depositari di una sapienza antica quanto raffinata: siamo a Naso, comune in provincia di Messina, perla del territorio, 4mila abitanti, 495 metri sul livello del mare, comunità fondata dai “cittadini scampati alle orde saracene che si ritirarono sulla collina” recita la guida.

C’è poi il famoso Parco, grande scrigno dai tesori “ancestrali”: la foresta, l’acqua, la natura senza fine. Una terra talmente ricca di risorse da far invidia ai grandi poli di attrazione sparsi per il mondo, terra troppo spesso sottoutilizzata.

Mille e una sono le meraviglie dei Nebrodi. Ventuno Comuni entrati nella Strategia delle Aree interne, 65 mila abitanti mediamente giovani rispetto al panorama delle aree interne del Belpaese, a fronte di un tessuto sociale che ogni anno perde l’1% della popolazione.

Di questo e d’altro si è parlato in occasione del “II Focus” dell’area interna “Nebrodi”, organizzato proprio a Naso il 7 marzo scorso, in una sala gremita di addetti e non, trascorsa “lavorando per il cambiamento, alla ricerca dei punti di partenza per il rilancio dell’area, nell’ottica di un sistema territoriale permanente” spiega Sabrina Lucatelli, coordinatrice del Comitato Nazionale della Strategia per le Aree interne, aprendo di giornata.

Confrontandosi su un preliminare di Strategia in divenire, alla presenza di rappresentanti dello Stato, della Regione, dei Comuni e degli attori del territorio, uno dopo l’altro gli interventi della mattinata – dalla salute all’istruzione, dallo sviluppo all’energia, dalla viabilità ai trasporti – hanno lasciato intravedere una potenziale visione del territorio che è l’essenza stessa della strategia.

“Mi voglio soffermare su ciò che sta dietro tutto, ovvero l’idea guida – spiega Fabrizio Barca -.  L’idea guida nell’ambito delle Strategie per le aree interne non è un adempimento procedurale, è il cuore del racconto, della visione che fa muovere le persone e le fa rischiare: l’imprenditore rischia non perché ha certezza che ci sarà la domanda, ma perché avverte un formicolio nell’aria. Qui la storia dovrebbe essere costruita su tre perni: i Nebrodi ancestrali, i Nebrodi antropizzati, i Nebrodi culturali. Bisogna dare vita ad una narrazione che sia destinata innanzitutto ai vostri abitanti, perché è l’auto-storia quella che conta e i migliori giudici sono quelli che la vivono; poi arrivano i turisti che se la comprano, ma se la comprano solo se vedono che se la son comprata anche gli abitanti dei territori”. Costruire una narrazione prima di pensare al marketing dunque, individuare i punti forti del territorio, costruire intorno a questa idea chiave la strategia, plasmando intorno al cuore della narrazione del territorio, l’articolazione dei servizi e dello sviluppo. Dai vasi di Naso alla lingua di San Fratello, dal parco dei Nebrodi alle altre mille perle del territorio, con l’Etna e le Eolie a un passo: “non un eccesso di localismo” ma una ripartenza dalla propria identità.

“La Strategia delle aree interne sul nostro territorio deve ripartire non soltanto dai servizi e la viabilità, ma dalla capacità rigenerativa dei tessuti sociali e produttivi del contesto in cui viviamo” afferma il sindaco di Naso, Daniele Letizia. Capacità rigenerativa sul fronte dei servizi e dello sviluppo territoriale, costruita attorno ad una visione che sia capace di dare un futuro ai giovani che rimangono, un prodotto ai turisti che arrivano, una risposta agli anziani che sperano in una pronta emergenza.

Si sofferma sul tema dell’associazionismo dei Comuni Francesco Monaco dell’Anci: “l’associazionismo” afferma, è imprescindibile per strutturare un “sistema territoriale su cui declinare efficacemente gli interventi. In uno slogan, per coniugare cittadinanza e sviluppo”. Associazionismo che è alla base della Strategia: “L’importante – conclude infatti Monaco – è che i Sindaci abbiano chiaro che solo nella misura in cui tali scelte associative risulteranno effettive si potrà procedere fino alla firma dell’accordo di programma attuativo”. In caso contrario, “sarà difficile mantenere il territorio dentro SNAI”.

Carmelo Sottile, sindaco capofila del comune di Sant’Agata di Militello pone  invece l’accento sul “ritardo nei lavori che deve essere colmato”. Un lavoro che dovrà essere chiuso nei prossimi 60/90 giorni. Per costruire insieme un’idea, una visione, la restituzione di un’identità necessaria a capire dove, come e perché potenziare un servizio piuttosto che un’altro, investire su un’infrastruttura piuttosto che un’altra, potenziare quel fronte della didattica piuttosto che un altro. Per non perdere “un treno che non passa più” chiude Barca: un treno chiamato Strategia nazionale per le Aree interne. (silvia zingaropoli)

aperta il 12/03/20180 partecipanti

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