Londra, Parigi e Borgo San Pietro

Ventuno abitanti per chilometro quadrato. Ventuno, un rapporto infinitesimale. Siamo sui Monti Reatini, terra di pescatori e contadini, di pastori e piccoli produttori; dove la qualità è un marchio di fabbrica, tra prodotti esclusivi come la lenticchia di Rascino (presidio Slow Food)  o il rarissimo “fagiolo pisello”, non replicabile altrove e portato – si racconta – da un compaesano tornato dal Brasile all’inizio del Novecento, legume ambitissimo dalla buccia fine e il sapore unico.

Eppure “questi numeri sono in contrasto con la vita che pulsa in questi luoghi”, sottolinea Sabrina Lucatelli – coordinatrice del Comitato della Strategia Aree Interne (SNAI) – durante lo “scouting”  organizzato a Rocca Sinibalda, appuntamento fissato per individuare la linea della Strategia sul territorio.

Splendido borgo in provincia di Rieti, Rocca Sinibalda è l’esempio tangibile di questa vita pulsante; come lo sono del resto i tanti giovani – e meno giovani – intervenuti all’incontro per non perdere l’occasione di rivendicare ciò che nell’area manca, e ciò che può aiutarli a non desistere dalla loro scelta di rimanere qui.

Da Valentina, che con suo marito ha deciso di trasferirsi dal Friuli con quattro bambini per coltivare la lenticchia di Rascino, a Giorgia, giovane ingegnere che qui prova a coniugare tecnologia a tradizione, tra pomodori e basilico e coltura idroponica. Fino a Claudio, campione di sci acquatico e wakeboard che, con gli altri componenti della Nazionale (ben tre vengono proprio dal Lago del Salto), lavora per rilanciare questo territorio, svelandoci che in vista prossimi Europei tre sono i luoghi candidati: Londra, Parigi e… Borgo San Pietro. Un sogno, per il territorio. Ciò potrà avvenire – spiega Claudio – solo se questi luoghi saranno in grado, in vista del 2020, di dare risposte concrete in tema di mobilità; se questo non dovesse essere, la candidatura potrebbe sfumare.

Quale strategia? Quali le priorità? Quali le parole chiave da cui ripartire per il rilancio dell’intera area? Turismo, agricoltura, acqua (laghi e non solo) e – naturalmente – l’agrifood: si pensi ad esempio al brand dell’Amatriciana, piatto prelibato capace di trainare l’intera filiera e risollevare l’economia di un territorio messo in gran parte in ginocchio dagli eventi sismici dello scorso anno.

A proposito di agricoltura e pastorizia, ricorda invece il vicesindaco Valentini venuto da Accumuli, “già nel 1978 Giulio Carlo Argan ci diceva  che agricoltura e zootecnia sono l’unica barriera alla devastazione del territorio”; suggestivo a questo proposito il quadro di sentieri scomparsi a partire dall’esodo dei pastori e delle loro capre. “Siamo all’anno zero” aggiunge Valentini, oggi “la Snai ci può aiutare a ricostruire il percorso”. Solo costruendo una strategia potremo ritrovare i nostri sentieri nascosti dalle erbacce. (sz)

aperta il 31/07/20170 partecipanti

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