La SNAI nel Sud Salento, per ricucire una rete smagliata di relazioni

In una cornice caratterizzata dalle meraviglie del Barocco Salentino, si è tenuto lo scorso giovedì 25 gennaio a Tricase (Lecce), il secondo Focus Aree Interne “Sud Salento/Capo di Leuca” per la definizione del preliminare di strategia. Turismo sostenibile, sviluppo imprenditoriale, mobilità, emergenza xilella e paesaggio, scuola, formazione, salute… sono solo alcuni dei temi affrontati nel corso della giornata salentina, cui hanno preso parte, tra gli altri, il Comitato della Strategia nazionale delle Aree interne guidato da Sabrina Lucatelli, Francesco Monaco per Anci, Pasquale Orlando per la Regione Puglia, tutti i sindaci coinvolti, gli attori del territorio. L’incontro ha visto un’alta partecipazione, con un centinaio di persone in sala.

Dall’incontro è emersa un’area determinata a superare i confini delle singole amministrazioni: una coesione forte tra sindaci decisi a collaborare tra loro: “Superato lo scetticismo iniziale – ha spiegato il sindaco di Tiggiano, Ippazio Morciano, capofila dell’area – c’è oggi una rinnovata attenzione al lavoro di squadra, una volontà reale a procedere verso un livello più alto di associazionismo tra Comuni e di integrazione delle politiche territoriali”. Un dato importante, ripreso anche dal sindaco di Tricase Carlo Chiuri, che ha invitato i colleghi a “non pensare al proprio orticello”: del resto, come sottolineato da Francesco Monaco dell’Anci, i sindaci del territorio hanno espresso una “volontà politica molto forte, tesa ad arrivare ad un livello più alto l’associazionismo, di più, ad un’unificazione. Gli strumenti ci sono, lo scenario è promettente – ha aggiunto Monaco – l’assetto di governance è ottimo: quest’area è nelle condizioni di raggiungere l’obiettivo”.

Circa 70mila abitanti per 276 kmq, una terra, quella del Sud Salento Capo di Leuca, dove la popolazione anziana cresce sempre di più e i giovani tendono ad andar via. Un luogo dove l’immigrazione è percepita come una risorsa preziosa per arginare la decrescita demografica e che però, attualmente, è solo di passaggio.

Un’area che fa del turismo la sua risorsa essenziale e che in questo ambito registra una crescita esponenziale di interesse dell’utenza, non solo per quel che riguarda la fascia costiera, ma anche per l’entroterra. Perché qui la “qualità della vita è percepita come un valore”, “un lifestyle che piace”, un “racconto che funziona” ha affermato Stefania Mandurino, rappresentante del Dipartimento turismo e cultura della Regione Puglia: ora però “lavoriamo su una strategia che rilanci i servizi: accessibilità sostenibile, riqualificazione che inevitabilmente porterà benefici su chi viene in vacanza in Salento, ma anche a chi in questo luogo ci vive”. Un turismo, dunque, “il cui punto di forza è il rapporto con l’entroterra”: da qui, cresce ulteriormente l’importanza di una strategia che rilanci le aree interne di questa zona; in un contesto di turismo integrato che tenga conto dello sviluppo del manifatturiero, della sinergia tra pubblico e privato, dello sviluppo dei servizi. Lo sviluppo di un settore, dunque, che non deve camminare da solo: del resto, come sottolineato dal testo preliminare della Strategia,“nel Capo di Leuca non si vive di solo turismo”. Ambiti storicamente trainanti dell’economia locale, quali l’agricoltura e l’artigianato, “hanno infatti subito una crisi congiunturale che dal lato dell’artigianato e manifatturiero ha portato ad una progressiva riduzione dei saperi e delle arti, e dal lato dell’agricoltura una trasformazione del paesaggio legata all’abbandono dei campi. Per invertire la tendenza congiunturale è necessario agire sull’innovazione, sull’integrazione e sulla condivisione”.

“L’impressione – ha chiuso Sabrina Lucatelli, coordinatrice della Strategia Nazionale delle Aree Interne, dopo aver letto il messaggio inviato alla sala da parte del Consigliere del Ministro dei Beni e le Attività Culturali e del Turismo, Ottavia Ricci – è che la trasversalità del turismo (elemento principale dell’economia dell’area) fa sì che questa non possa diventare una strategia a ‘compartimenti stagni’. Il territorio oggi vive di turismo, ma non trova un equilibrio in termini di qualità della vita e per questo i giovani stanno andando via: vogliamo un’area più vivibile, non solo per i villeggianti, ma soprattutto perché i giovani, per convincerli a restare, rafforzando i servizi e creando loro opportunità di lavoro. Questa è l’idea guida del territorio: partiamo da poche azioni sperimentali per i giovani, per garantirgli occupazione”. Inoltre “sull’associazionismo – ha aggiunto Lucatelli – è stato compiuto un grande passo, anche grazie alla Regione che è stata capace di mantenere vivo il lavoro nonostante alcuni ritardi in fase di selezione delle aree. Ci troviamo di fronte ad un’area che ha tutti i presupposti per costruire qualcosa di importante per il suo futuro”.

“Per ricucire la rete smagliata delle nostre relazioni, per ricostruire il nostro domani” afferma Fabiana Renzo, dell’agriturismo Sante Le Muse, giovane laureata tornata in Salento, che ogni mattina si sveglia all’alba per lavorare la terra del suo bisnonno. “Come me, ci sono tanti altri giovani ‘sognatori’ disposti a tornare: ora però dobbiamo camminare insieme”. (silvia zingaropoli)

aperta il 01/02/20180 partecipanti

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