Incontro nell’area interna del Piceno, a un passo dall’attuazione della Strategia

L’appuntamento è alla sala della Comunità montana del Tronto, nell’area della Cartiera Papale di Ascoli Piceno, polo manifatturiero rinascimentale di straordinaria bellezza. La giornata è festosa e lo si percepisce sin dalle prime parole di Giuseppe Amici, sindaco capofila dell’area interna del Piceno che ci accoglie con un “oggi per noi è il battesimo della Strategia sul territorio”. Siamo infatti ad un passo dalla fase attuativa per la Strategia dell’area, terra colpita dal terremoto, fatto che riempie di significato l’entusiasmo per il lavoro portato avanti fino ad oggi. Oggi si parla di turismo nelle aree interne ma il protagonista è il futuro del territorio, soggetto ad inesorabile spopolamento già molto prima degli eventi sismici del 2016.  “Tra le tre aree della Regione questa sembrava la più difficile – apre Sabrina Lucatelli, coordinatrice della Strategia – eppure siete stati i migliori delle 72 aree SNAI in Italia. Oggi è un giorno importante – di festa – come importante è la presenza di tutte queste competenze in sala”. In effetti l’evento è denso di expertise, dai membri della Trentino School of Management (TSM) che hanno dato un importante contributo nella costruzione della strategia sul fronte turismo, all’OCSE fino ai rappresentanti del Comitato nazionale. Come anche numerosi i rappresentanti delle Istituzioni, a partire dalla Vicepresidente della Regione Marche Anna Casini che ricorda quanta strada è stata fatta dopo un inizio che quasi portò a non partire affatto: “Nonostante tutto – la neve, il terremoto, la siccità – vediamo giorno dopo giorno che la Strategia cresce e diventa una realtà sempre più importante”. Con lei c’è Angelo Sciapichetti, Assessore alle Politiche per la Montagna ed Aree interne della Regione Marche e c’è Carlo Daldoss, Assessore alla coesione territoriale della Provincia Autonoma di Trento, ente che ha donato al territorio un bene immateriale, ancor più prezioso di qualsiasi bene tangibile, ovvero le competenze della TSM per la costruzione della strategia turistica del territorio. “Grazie a questa donazione” aggiunge Lucatelli “tanti territori hanno scelto di esplorare il tema del turismo; la visione c’è ed è quella di costruire la Strategia in base alla domanda. Oltre a questo, enormi passi avanti sono stati fatti sul tema dell’associazionismo tra i Comuni, con un ufficio tecnico unico, l’informatica condivisa, la gestione delle risorse umane.. Ora entriamo in una nuova fase, quella della costruzione dell’APQ e poi dell’attuazione. Bisogna rafforzare il filo diretto con la comunità, perché se nessuno chiederà i risultati facendo pressione, sarà tutto più difficile”. 

È il turno di Paolo Grigolli che illustra il lavoro di TSM sul turismo a partire dall’analisi dell’offerta dell’area: dopo aver mappato il territorio, spiega Grigolli, TSM ha rilevato i vari “tipi” di turismo: “Nell’area Picena abbiamo contato 52 flussi turistici diversi, articolati su tre temi denominati food & wine, outdoor e patrimonio. I flussi attraversano tutte le aree del territorio in modo omogeneo, molti di questi sono collegati con altre aree territoriali (maceratese, Abruzzo, costa…) e presentano buone potenzialità di crescita. Solo alcuni flussi turistici – aggiunge – sono pregiudicati seriamente dagli eventi sismici”. Una relazione da seguire d’un fiato, un modo di lavorare visionario, un metodo da replicare.

Uno dopo l’altro si avvicendano gli interventi, da Luca Lagash del Collettivo #OP19 che ci racconta il “cammino partecipativo” immaginato per la via Salaria, da Paggese al Mulino Angelina, che comporterà “un enorme sforzo creativo”, a Fabrizio Luciani dell’assistenza tecnica dell’area Picena, che racconta: “Dopo il terremoto ci siamo guardati e ci siamo chiesti… e ora cosa facciamo?”; illustrando la Strategia tra punti di forza ed aspetti migliorabili, sottolinea errori commessi e successi con franchezza e sincero coinvolgimento: “E’ cosa rara sentir parlare di ‘cuore’ in queste occasioni” rileva Fabrizio Barca citando le parole di Luciani: “quella appena sentita è un’autorappresentazione non comune, con una parte emotiva rilevante perché ci parla di comunità”. Ricordando la prima riunione dell’area, caratterizzata da forte litigiosità fra i Comuni, Barca sottolinea che la forza della Strategia è proprio nel non soffocare i conflitti e renderli produttivi attraverso la “partecipazione” e richiama i numeri snocciolati da Marina Valentini, anche lei dell’assistenza tecnica: 41 incontri sono stati organizzati dall’inizio della Strategia su diversi temi (sanità, istruzione, trasporti, associazionismo, sviluppo…), 570 i partecipanti“Quasi il 3% della popolazione” fa notare Barca, ponendo l’accento sul valore della partecipazione dei cittadini e auspicando una maggiore connessione tra azioni post terremoto e  azioni SNAI.

La sala si svuota e si avvicina l’ora della cena organizzata dal sindaco e consorte. È il momento del vino cotto recuperato dalle macerie di Arquata del Tronto, potente storia di resilienza chiusa in un’ampolla. Ve la racconteremo la prossima volta, preziosa metafora di un grande territorio che non si arrende. 
by Silvia Zingaropoli

aperta il 08/06/20180 partecipanti

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