In Bassa Valle (Valle d’Aosta) una festa di comunità per la SNAI

Donnas, Aosta – “Questo è un territorio tutt’altro che depresso. È ricco di cultura, di tradizione, di tipicità. La Strategia Nazionale Aree Interne ci ha dato l’opportunità di superare ogni forma di campanilismo. Credo che nei prossimi anni sarà molto importante lo scambio inter-generazionali, a partire dalle scuole, sulle quali abbiamo investito per un cambio di visione”. Alessandro Giovenzi è il giovane (classe 1989) sindaco di Verrès e vice-Presidente dell’Unité des Communes valdôtaines Evançon, una delle tre che compongono l’area interna della “Bassa Valle”, individuata dalla Regione Valle d’Aosta come area pilota nell’ambito della Strategia Nazionale Aree Interne. 
È a lui che venerdì 12 gennaio è stato affidato il compito di chiudere la festa “La Bassa Valle insieme, tra musica e sapori”, organizzata a Donnas per celebrare la prossima firma dell’Accordo di programma quadro (APQ) tra enti locali, Regione, Agenzia per la Coesione Territoriale e ministeri coinvolti, che renderà disponibili per il territorio risorse per circa 15 milioni di euro, suddivise in 27 progetti. Di fronte a lui, la platea del Salone Bec Renon era piena: in prima fila tutti i suoi colleghi, i sindaci degli altri 22 Comuni dell’area, che indossavano la fascia tricolare. Accanto a loro, alcuni rappresentanti della Regione Valle d’Aosta, con il presidente Laurent Viérin e gli assessori Luigi Bertschy (sue le deleghe a Sanità, Salute e Politiche sociali) ed Aurelio Marguerettaz (Turismo, Sport, Commercio e Trasporti). Poco più in là, Sabrina Lucatelli, coordinatrice della Strategia Nazionale Aree Interne presso la presidenza del Consiglio dei ministri ed Enrico Mattei, coordinatore del Dipartimento politiche strutturali e affari europei della Regione VDA e “ponte” tra Roma, la Bassa Valle e Bruxelles: è dalla Commissione europea, infatti, che arrivano parte delle risorse investite nell’ambito della Strategia d’area, che rafforzano e moltiplicano l’impegno dello Stato italiano.

Dopo i saluti di Amedeo Follioley, sindaco di Donnas, a introdurre l’evento è stata Speranza Girod, sindaco di Fontainemore e Presidente dell’Unité des Communes valdôtaines Mont-Rose: “Dal 2015, abbiamo avviato questo lavoro di definizione, che è stato per noi di fondamentale importanza: per la prima volta, si è lavorato tutti insieme. Perché in un’area ad alta vocazione turistica, ci sono tanti Comuni, nella media montagna, che vivono i problemi dello spopolamento: per mantenere la popolazione sul territorio, è necessario garantir loro i servizi essenziali, ma questo è possibile solo a patto di lavorare e programmare in modo strategico, considerando i 23 Comuni coinvolti un unico territorio. Per questo sono stati importanti gli innumerevoli incontri che hanno coinvolto operatori economici e portatori di interessi”.

Quello che in Valle d’Aosta sanno bene, e lo ha spiegato a Donnas l’assessore Marguerettaz, è che la “Bassa Valle (ci vivono poco meno di 24mila persone, ndr) è la porta della Regione, e per questo a due anni dall’incontro di Verres che avviava i lavori di definizione della Strategia, presente Fabrizio Barca, ribadisco l’importanza per noi di garantire a tutti i residenti egalité des chances, le stesse opportunità, affrontando i problemi che vive una zona con una popolazione rarefatta”. Il suo collega di giunta Luigi Bertschy ha ricordato l’importanza di essere “vicino alle persone più distanti e più deboli, con l’intervento dell’infermiere di famiglia, una professionalità che si spenderà nella costruzione di percorsi di salute, per curare sul territorio le persone”.

“La SNAI offre una possibile risposta alla domanda ‘che cosa significa abitare in una piccola Regione?’ -ha spiegato il presidente della Valle d’Aosta, Laurent Viérin -. È un’opportunità di rilievo poiché vengono assegnati fondi importanti, da investire sul territorio, per contrastare la caduta demografica di determinate aree e rilanciare lo sviluppo e la presenza di servizi alla popolazione”.

In quest’area interna, che è ricchissima di testimonianze dell’epoca Romana, la “pietra miliare” della Strategia d’area è considerato l’intervento per la costruzione della “Cittadella dello studente”, il polo unico della scuola superiore a Verrès. Sarà il primo campus scolastico dell’intera Regione, uno spazio aperto al territorio, per stimolare il confronto e la crescita dei docenti, ma promuovere anche sinergie tra i diversi corsi di studio. “Pone le basi per una scuola che saprà essere motore innovativo di elaborazione culturale. L’adiacente convitto, inoltre, oltre ad assicurare pari condizioni di accesso, specie a chi proviene dalle vallate, favorirà la realizzazione di attività rivolte alla collettività. Sarà un luogo di incontro tra alunni motivati ed altri bisognosi di aiuto. Potrà rappresentare un laboratorio di nuove imprenditorialità, per la circolazione idee innovative” ha spiegato nel suo intervento Filippo Deval, vice dirigente dell’Istituzione scolastica di istruzione licelale, tecnica e professionale di Verrès.

La “Cittadella dello studente” offrirà nuove opportunità e diversificazione in ambito garantendo uno sforzo educativo più legato alle attività economiche del territorio, anche attraverso il percorso dell’alternanza scuola-lavoro. 
Uno sforzo che riguarderà anche le competenze necessarie per operare in ambito turistico, visto che la Strategia farà della Bassa Valle un esempio di “offerta turistica dolce”, grazie alla creazione di due importanti infrastrutture leggera, e cioè una ciclabile tra Point Saint-Martin e il forte di Bard e una ciclopedonale nei Comuni della media valle del Lys, da fruire anche grazie a biciclette a pedalata assistita.

Questi interventi, ha ricordato Stella Bertarione, funzionario dell’Ufficio storico e artistico del Dipartimento Soprintendenza per i beni e le attività culturali, sarà in diretta connessione con quello del “Cammino Balteo”, itinerario di 370 chilometri in 24 tappe tra Point Saint-Martin e Morgex, che la Regione ha immaginato per offrire un “turismo complementare a quello di alta quota, tra il fiume e la media montagna, per contribuire anche a una migliore distribuzione dei flussi e alla destagionalizzazione delle presenza”. Il lavoro di promozione del Cammino Balteo, ha ricordato Bertarione, ci ha aiutato a capire che il nostro è “un territorio che sa raccontarsi, a partire dalla propria identità”.

Dalle finestra dell’auditorium, a Donnas, è possibile osservare i terrazzamenti che si arrampicano sulla montagna, il “simbolo – ha ricordato nel suo intervento Alessandro Nogara, assessore regionale all’Agricoltura e alla Risorse naturali – di un territorio coraggioso, perché è solo il coraggio che ha permesso a generazioni di abitanti della Bassa Valle di disegnare il territorio, per coltivare le uve di Nebbiolo”. Grazie a questi residenti, Donnas è stato il primo Comune della Valle d’Aosta a vedere riconosciuta la propria DOC, nei primi anni Settanta. Oggi terrazzamenti e vigne paiono ricordare che di nuovo c’è bisogno di coraggio, per rispondere alla sfida delle “aree interne”.

Dopo l’evento di Donnas, Sabrina Lucatelli -coordinatrice della SNAI- sottolinea: “In Bassa Valle abbiamo partecipato a una festa di comunità, che ci racconta in modo efficace come la Strategia Nazionale Aree Interne abbia la capacità di attivare, stimolare, far incontrare le energie vive delle aree interne del Paese. Ora si entra nel vivo dell’attuazione: il Comitato resta a disposizione dei territori attraverso la leva del monitoraggio partecipato e della trasparenza”. (luca martinelli)

aperta il 18/01/20180 partecipanti

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