Un sentiero aperto per lo sviluppo dell’area interna Grecanica in Calabria

Bova (RC) – “Καλημέρα βρισκόμαστε στη Βούας γη των Ελλήνων της Καλαβρίας”. Il saluto di Santo Casile, primo cittadino di Bova, risuona nella sala; è la lingua dei greci di Calabria, quella di Omero, l’idioma più antico della regione: si aprono i lavori del secondo forum della Strategia delle Aree interne per la definizione del preliminare di Strategia area grecanica. Il piccolo comune sulle propaggini dell’Aspromonte, provincia di Reggio Calabria, è inserito tra “I borghi più belli d’Italia”: qui la Magna Grecia è viva e si manifesta ad ogni passo, camminando per i suoi vicoli: nel parlato dei suoi abitanti, sull’insegna della farmacia, nella segnaletica… Terra orgogliosa della sua storia, area di bergamotto, ὁ Βούας è uno degli 11 comuni calabresi interessati dalla Strategia delle Aree Interne “Grecanica”.
L’occasione è importante, parte il Forum per discutere il corposo documento prodotto dal territorio, un preliminare di strategia articolato su tre direttrici: Sviluppo, Istruzione e Salute. Tre assi il cui potenziamento è inteso come strada maestra per la rinascita dell’area, rimedio per arrestare lo spopolamento del territorio. All’iniziativa, oltre al Comitato della Strategia delle Aree interne rappresentato – tra gli altri – dalla Coordinatrice Sabrina Lucatelli e Fabrizio Barca, sono presenti tutti i livelli territoriali: dal presidente della Regione Mario Oliverio al sindaco della Città metropolitana Giuseppe Falcomatà; dall’assessore regionale alla mobilità Giuseppe Marino al presidente Ente Parco Nazionale dell’Aspromonte Giuseppe Bombino; dall’Anci all’Ufficio scolastico regionale; dai sindaci del territorio le cooperative e i vari attori dell’area.

Si parte, appunto, dal documento in questione: “Un’analisi sorprendente” spiega Santo Monorchio, primo cittadino di Bagaladi e sindaco capofila dei Comuni dell’Area: “Sorprendente anche per noi sindaci. Ci siamo subito resi conto che la realtà era molto più complessa delle statistiche ufficiali. Lavorando alla costruzione della Strategia – aggiunge Monorchio – abbiamo inforcato occhiali diversi per esaminare la realtà che ci circonda, acquisendo una nuova consapevolezza delle potenzialità inespresse del territorio”.
Potenzialità individuate nella “popolazione giovanile qualificata, le unicità dell’area, le energie sociali dormienti… fattori endogeni che possiamo mobilitare”. La novità di questa “presa di coscienza” sta tra l’altro nell’individuazione dei cosiddetti Comuni “duali”, ovvero quei paesi che vedono convivere al loro interno realtà molto diverse, più o meno svantaggiate: un criterio del tutto inedito rispetto alle altre aree del Paese interessate dalla Strategia, che consentirà di prendere decisioni mirate e più efficaci.
Monorchio ricorda quelli che nel documento vengono definiti i “tappi dello sviluppo” che fino ad oggi anno osteggiato lo scatto in avanti del territorio: “Strutture amministrative lente e deboli, criminalità asfissiante e scarsa partecipazione della popolazione”.

Sabrina Lucatelli, coordinatrice del Comitato Snai, sottolinea: “Dal preliminare di Strategia di questa area, il tema che più emerge è quello della rinascita del territorio attraverso la comunità, con un richiamo alla responsabilità degli amministratori”. Tra l’altro questo documento “ci ha regalato una dettagliata analisi sulla comunità immigrata” ricorda Lucatelli, unico caso tra le aree Snai in Italia. “Oggi perdiamo 3000 abitanti ogni 10 anni – afferma dopo di lei Gerardo Cardillo, progettista Snai -: il nostro lavoro non si dirà compiuto, finché non saranno riaccese le luci in ogni borgo” aggiunge evocando Franco Arminio.

Fabrizio Barca pone invece l’accento sullo sguardo ampio degli amministratori dell’area: “Qui in grecanica hanno fatto una cosa che non ha fatto nessun altro nel resto del paese: hanno capito che il problema era all’interno dei comuni, ovvero in quel trasferimento di popolazione che abbandonava la montagna scendendo verso la costa. Facendo i conti hanno capito che nelle parti alte dei loro comuni vivono 9.125 abitanti e si son detti: qual è l’obiettivo per i prossimi anni? Non scendere assolutamente sotto i 9.001 abitanti, tentare di arrestare la caduta demografica e cercare di risalire. Questo obiettivo è straordinario”.
Importante la presenza del Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, segnale di una stretta connessione tra l’area e la Città Metropolitana, caso quasi unico nell’Italia delle aree interne, segnale positivo da non sottovalutare; come significativa la presenza del presidente della Regione Mario Oliverio: “In Calabria parlare di aree interne – afferma – significa dare una possibilità di sviluppo alla Regione”.

Sono le 10 di sera, le luci si spengono. Cinque ore di confronto, intenso e lieve. Si è parlato di cose vere, di come potenziare l’assistenza sanitaria alla popolazione e rilanciare la scuola per attrarre le famiglie; di come valorizzare il patrimonio culturale e naturalistico per dare nuovo impulso al turismo nell’area; di quali siano le priorità per lo sviluppo del territorio, dall’agricoltura ai prodotti locali fino alla mobilità. La strada è lunga, ma il sentiero è aperto.

PS: “A Bova siamo 313 abitanti, lo so perché ci siamo contati una sera … e giuro che non avevamo bevuto!” racconta sorridendo Andrea Laurenzano, uno dei giovani della Cooperativa Naturaliter che hanno scommesso sull’antica Bova per il loro futuro. Anima del borgo, questi ragazzi hanno rilevato e riqualificato tanti edifici abbandonati del paese, aprendo un grazioso albergo diffuso, spalmato per i vicoli e molto frequentato dai tanti turisti-escursionisti attratti dai fantastici itinerari dell’Aspromonte. Le guide? Ovviamente sempre i Naturaliter, guide alpine professioniste e instancabili camminatori. Linfa per le aree interne, futuro del territorio. (SZ)

A questo link una galleria di foto del Secondo Forum SNAI “Area Grecanica” in Calabria

aperta il 06/11/20170 partecipanti

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