L’area interna della Garfagnana-Lunigiana verso l’APQ

La fortezza di Mont’Alfonso guarda dall’alto Castelnuovo di Garfagnana. Uno sguardo a 360° abbraccia le Alpi Apuane, che dividono la Lucchesia dalla Lunigiana, e l’Appennino tosco-emiliano. Oltre le cime ad Est c’è l’Appennino pistoiese. Sotto di noi, accanto al centro storico della cittadina, scorre il fiume Serchio, che scende verso Lucca e quindi va a sfociare nel Mar Tirreno.

Mont’Alfonso è un osservatorio importante sul territorio dell’area interna Garfagnana-Lunigiana-Mediavalle del Serchio-Appennino pistoiese, e forse per questo i Comuni dell’area (19 in tutto, su tre province toscane, per un totale di meno di 40mila abitanti) l’hanno scelta per celebrare un passaggio importante, la firma del Protocollo d’intesa per la l’attuazione della “Strategia d’area”, sottoscritta il 30 ottobre scorso da Nicola Poli, presidente dell’Unione Comuni della Garfagnana, e Marco Remaschi, assessore regionale all’Agricoltura, delegato dal presidente Enrico Rossi.

Così una struttura militare fortificata medioevale, nata come estremo presidio difensivo del Ducato di Ferrara a difesa del confine con la Repubblica di Lucca, diventa il simbolo di territori che hanno lavorato insieme per quattro anni, mostrando la capacità di “pensare al futuro del territorio in modo integrato, affrontando in modo coerente alcuni bisogni delle comunità, con un approccio partecipato”, come ha ricordato nel suo intervento Angelita Luciano, dirigente della Regione Toscana. “È questo – ha sottolineato – il valore aggiunto della Strategia Nazionale Aree Interne, e non solo la quantità di risorse a disposizione del territorio”.

Il presidente dell’Unione Nicola Poli ha comunque sottolineato che sul territorio arriveranno “9,595 milioni di euro, di cui 3,74 messe a disposizione dallo Stato ed il resto da Regione Toscana, a valere sulle risorse comunitarie”.

Fra le azioni individuate nella Strategia d’area, spiccano quelle sulla mobilità (2.035.000 euro), con il recupero e valorizzazione degli edifici di alcune stazioni ferroviarie (Castelnuovo di Garfagnana, Bagni di Lucca, Minucciano, Piazza al Serchio, Equi Terme e Rometta–Soliera), la Smart mobility (servizi a chiamata, mobility manager, car sharing). Sul fronte sanitario (1.650.000 euro) si prevedono interventi di Telemedicina, il potenziamento sul territorio delle Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) e di Unità Complesse di Cure Primarie (UCCP), l’istituzione dell’infermiere di comunità. In ambito istruzione (1.003.000 euro) si creano spazi di didattica laboratoriale e aperta al territorio, con la realizzazione di laboratori per piattaforme e-learning, funzionali ai due nuovi percorsi formativi da parte dell’ITI di Castelnuovo nel settore tessile e Istituto alberghiero di Barga e IFTS su biodiversità e paesaggio. C’è infine il progetto “I luoghi dell’armonia – Open outdoors classrooms for everyone”, che prevede la riqualificazione architettonica di uno spazio già individuato presso Istituto scolastico di San Marcello-Piteglio.

Nel corso dell’incontro, però, Filippo Tantillo – responsabile scientifico del team di supporto al Comitato Tecnico Aree Interne – ha voluto sottolineare l’importanza della scelta dell’area che ha messo al centro della Strategia “il tema della vulnerabilità”, in particolare per quanto riguarda interventi di prevenzione contro il rischio da calamità naturali, attacchi di parassiti forestali, fenomeni di degrado e dissesto (il progetto “Custodi del territorio”) e l’avvio di una classificazione sismica del territorio e del patrimonio edilizio esistente. Secondo Tantillo, questo tipo di azione “riguarda tutti i territori delle aree interne e rappresenta una precondizione per il ri-abitare i luoghi. La SNAI – ha sottolineato – non è in grado di intervenire in maniera risolutiva su questi temi, ma è fondamentale per renderli centrali nell’agenda politica del Paese. La Strategia è una sfida culturale, ancora in corso, per portare il tema tra le priorità del Paese. Questa sfida – ha concluso Tantillo – sarà vinta solo quando non si lavorerà in queste aree in regime di deroga, ma riformando le politiche perché siano in grado di tener conto di quella che è la diversità del nostro Paese”.

Ha concluso l’incontro l’assessore regionale Marco Remaschi, che ha portato i saluti del presidente Enrico Rossi, impegnato con la Protezione Civile per gli eventi calamitosi del giorno precedente. Dopo aver ringraziato l’onorevole Raffaella Mariani, la prima in Garfagnana ad aver creduto fermamente nella Strategia Nazionale Aree Interne, Remaschi ha rimarcato la necessità di garantire ai territori delle aree interne “servizi, che garantiscano una equità di accesso. Ci sono servizi – dai punti nascita alle scuole – di cui anche queste zone devono essere dotati, altrimenti si dica che queste zone devono essere abbandonate”.

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aperta il 14/11/20180 partecipanti

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