A Frontone il secondo seminario nazionale della Federazione delle Aree Interne

Lo splendido Salone d’Onore del Castello Della Porta, a Frontone (PU), è stato scelto dalla Federazione delle Aree Interne per ospitare un seminario dedicato al patrimonio culturale e naturalistico, e agli strumenti per migliorarne governance e gestione. Un appuntamento nazionale, che ha portato nell’area interna dell’Appennino Basso Pesarese ed Anconetano tecnici della presidenza del Consiglio dei ministri e del Comitato Nazionale Aree Interne ed esperti da tutta Italia, per confrontarsi con i sindaci delle aree interne.

Ad aprire i lavori è stata Oriana Cuccu, del Nucleo di Valutazione e del Comitato Tecnico Aree Interne della Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha analizzato in dettaglio flussi turistici e domanda culturale nelle aree interne, e in particolare per le 23 con Strategia d’area approvate, evidenziando le azioni e gli investimenti previsti.
Dopo di lei, Silvia Patrignani – del ministero dei Beni culturali e del Turismo – che ha ricordato l’istituzione presso il MiBACT di un “gruppo di lavoro che si occupa nello specifico delle aree interne, cui le amministrazioni locali possono chiedere supporto”, per operare in piena cooperazione coni soggetti che a livello regionale sono preposti al coordinamento delle attività relative al turismo, alla tutela dei beni artistici ed architettonici e ai musei.

Franco Milella, della Fondazione Fitzcarraldo, ha richiamato l’attenzione dei sindaci delle aree interne presenti su un aspetto fondamentale: “Non esiste un valore intrinseco nel patrimonio, se questo non è concepito dalla comunità in cui il bene si colloca. Non può esistere, perciò, un pensiero strategico di valorizzazione, se un bene non è riconosciuto come tale di chi vi abita. Per questo, serve un cdi senso nella progettazione: il primo obiettivo non è l’incremento della fruizione, ma la restituzione di un valore ‘contemporaneo’ per la comunità in cui il bene è ubicato”.

Massimo Zucconi, esperto di pianificazione strategica e valorizzazione del patrimonio culturale di Federculture, ha sottolineato l’importanza di un “investimento pubblico nella qualità del personale delle pubbliche amministrazioni, perché la gestione di un bene è un banco di prova ed è necessario aumentare la capacità e consapevolezza di governare i processi di innovazione, che sono indispensabili”.

Nel pomeriggio, i lavori sono proseguiti con un confronto a partire dalle pratiche sperimentate  dal Gruppo Istituzionale di coordinamento del sito UNESCO “Arte rupestre della Valle Camonica” in Lombardia, dalla Soc. coop. Sistema Museo in molte regioni italiane, dal Sistema Ambientale Culturale “Mari tra le mura” in Puglia.

“Per noi è stato importante ospitare questo appuntamento nazionale, che ci ha permesso di confrontare la nostra esperienza con altre in corso nelle aree interne del Paese e non solo” spiega Francesco Passetti, sindaco di Frontone e presidente dell’Unione Montana del Catria e Nerone, che coordina la Strategia d’area dell’Appennino Basso Pesarese e Anconetano, che ha un focus sul patrimonio, e coinvolge nei 9 Comuni marchigiani dell’area interna beni pubblici, tra cui il Castello di Frontone, che diventano “Asili d’Appennino”. “Esco dai lavori del seminario convinto che la nostra scelta, quella di una ‘rete leggera’ tra le amministrazioni, che prevede di affidare la gestione dei nostri ‘Asili d’Appennino’ a soggetti anche diversi, che s’impegnino a coordinare le proprie attività di valorizzazione e promozione, sia la più efficace per un territorio come il nostro” conclude Passetti. (lm)

aperta il 02/07/20180 partecipanti

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