Il diritto alla salute nelle aree interne. Intervista a Chiara Marinacci (Regione Piemonte, ministero della Salute)

Chi affronta il tema del diritto alla salute nelle aree interne del Paese, e cioè negli oltre 4mila Comuni lontani dai poli dov’è concentrata la presenza dei servizi essenziali, sa che oggi è necessario far emergere “nuove figure professionali, come sta facendo la Strategia Nazionale Aree Interne” racconta Chiara Marinacci, della Struttura Complessa a Direzione Universitaria Epidemiologia dell’ASL TO3 di Regione Piemonte. “Penso all’infermiere di comunità, a supporto di tutti gli anziani di un’area omogenea, o ad ostetriche a disposizione del territorio e delle comunità, per agevolare il percorso delle madri durante la gravidanza e nei primi mesi di vita del bambino” aggiunge.

Marinacci ha coordinato per conto del ministero della Salute la definizione degli indicatori sull’accesso ai servizi sanitari nelle aree interne, e partecipato a numerose istruttorie relative a singole aree: “Queste erano spesso concentrate sui bisogni e sulle esigenze sanitarie della popolazione anziana, ma un discorso di ‘rilancio’, che punta a frenare lo spopolamento di queste aree, rende evidente l’esigenza di spostare l’attenzione anche su nuovi servizi per nuovi cittadini”. 
Questi temi sono stati al centro della relazione che la dottoressa e ricercatrice dell’ASL TO3 ha tenuto di fronte a una “classe” di dirigenti ospedalieri, tecnici e funzionari impegnati in ambito sanitario, nell’ambito della “Scuola civica di alta formazione” promossa da Cittadinanzattiva.

Nella sessione dedicata a “Diritti sostenibili. Dalla compatibilità economica alla sostenibilità del diritto alla salute” si è voluto porre l’accento sulla specificità delle aree interne, le cui caratteristiche sono state presentate da Sabrina Lucatelli, coordinatrice del Comitato Tecnico Aree Interne a Largo Chigi.

L’intervento di Chiara Marinacci è partito dalle principali criticità e dai fabbisogni emersi, attraverso l’analisi degli indicatori, basati sull’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), le missioni di campo e i focus group.
“Che cosa abbiamo visto? Che nella media delle aree interne c’è un eccessivo ricorso ad ospedalizzazioni inappropriate o evitabili, per patologie che sarebbero trattabili dai servizi del distretto; che l’assistenza domiciliare integrata è ad un livello sub ottimale; che l’attesa dei mezzi di soccorso è quasi ovunque non conforme agli standard; che è necessaria una rete territoriale d’intervento più efficiente per l’emergenza-urgenza”.

“In tutte le aree proposte per il percorso della Strategia (che oggi interessa circa 1.100 Comuni, il 25% del totale, ndr) il numero di minuti di attesa dei mezzi di soccorso è decisamente superiore alla media nazionale: questa è un’area di forte criticità” spiega Marinacci. Che nella sua presentazione ha poi elencato gli ambiti nei quali si stanno concentrando gli interventi: il potenziamento dei servizi distrettuali, modelli organizzativi per la presa in carico delle cronicità, l’efficientamento della rete per l’emergenza-urgenza, la disponibilità di servizi ambulatoriali in riferimento a numero di giorni ed ore di presenza. “Quest’ultimo aspetto -sottolinea- si lega anche alla disponibilità dei medici di medicina generale che, nel caso delle aree interne, operano spesso su estensioni territoriali molto ampie.

Di fronte alla declinazione delle specificità relative alle aree interne gli utenti della “Scuola civica di alta formazione” non “erano sorpresi -sostiene Marinacci-: il tema comincia a permeare la programmazione e il dibattito sui servizi essenziali. Dopo il mio intervento ha preso parola Enrico Desideri, direttore generale dell’Area vasta sud-est (Asl7 di Siena, Asl8 di Arezzo, Asl9 di Grosseto) della Regione Toscana, ed ha raccontato come lui stia già implementando alcuni di questi nuovi indirizzi, gestendo l’assistenza ai malati cronici con un modello a rete efficace ed attento ai fabbisogni degli assistiti di aree periferiche come quelle del Casentino e della Valtiberina”. Che è l’area pilota individuata dalla Regione Toscana nell’ambito della SNAI. (lm)

aperta il 29/09/20170 partecipanti

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