Si chiude Mig Mob il progetto dell’area etnea per la mobilità.

Il progetto Mig Mob si presenta come fiore all’occhiello per il comune di S. Agata li Battiati, un vanto per tutta l’amministrazione comunale in nome dell’innovazione tecnologica. Un passo in avanti verso una Catania metropoli del terzo millennio, come propone l’assessore Luigi Bosco.Già premiato allo Smau di Milano, il gemellaggio che vede protagonisti i comuni dell’area etnea ad iniziare dal Comune di Catania, per proseguire con i Comuni di Gravina, Mascalucia, Nicolosi, Pedara, S.Giovanni La Punta, S. Gregorio, Trecastagni, Valverde, Viagrande, Tremestieri Etneo e S. Pietro Clarenza, arriva a conclusione. Martedì 10 novembre si è svolto infatti il convegno di chiusura con la presentazione dei risultati di questo scambio di buone pratiche tra comuni siciliani e la provincia di Firenze. Per la realizzazione di MIGMOB il Comune di S. Agata li Battiati in primis ha mappato e monitorato in tempo reale informazioni utili sia per la circolazione stradale, sia per i percorsi turistici, dati preziosi che hanno contribuito a delineare un preciso itinerario a disposizione di vari operatori pubblici e privati (cittadini, turisti, protezione civile, forze dell’ordine) e di tutti coloro che hanno un reale fabbisogno quotidiano. Il progetto Mig Mob è nato ed è stato sperimentato nella provincia di Firenze a partire dal primo di Gennaio 2014, allo scopo di monitorare il flusso del traffico attraverso vari strumenti, come tabelloni elettronici e segnali di rilevamento, situati in punti strategici.Sono intervenuti i vari sindaci dell’area coinvolta nel progetto, che sottolineano concordi come sia necessario fare rete per affrontare insieme i problemi del territorio e che grazie al contributo dell’Università di Catania e del comune di Firenze : “abbiamo alimentato un sistema efficiente per la rilevazione dei flussi di traffico, che ci presenta come culturalmente avanzati nel settore della mobilità sostenibile”.

Presente come sempre l’Agenzia per la Coesione Territoriale, rappresentata dalla dottoressa Maria Vallone che ha sottolineato l’esigenza per il futuro, con le nuove progettualità del Pon 2020 di trasformare l’unidirezionalità dello scambio di buone pratiche in una cooperazione tra gli enti, finalizzata alla creazione di reti attive e sinergiche tra PA.

 

 

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