ZAI – GIOIA Tauro

Le attività oggetto di trasferimento nell’ambito del gemellaggio sono tutte quelle legate allo sviluppo immobiliare logistico intermodale di una determinata area (in questo caso il Porto di Gioia Tauro e le aree descritte precedentemente).
Recenti studi e ricerche di mercato mettono in luce come il settore immobiliare per la logistica rappresenti uno dei più vivaci segmenti dell’economia nazionale ed internazionale. Infatti, sia
per quanto riguarda gli investimenti, sia per ciò che concerne il fatturato, l’andamento dell’immobiliare logistico negli ultimi anni presenta una tendenza positiva.
Le attività previste consistono in.
· Redazione di un Manuale Interno per la pianificazione dello sviluppo immobiliare legato al settore della logistica, attraverso l’analisi localizzativa e la progettazione di aree dove possano concentrarsi attività di magazzinaggio, movimentazione, smistamento e manipolazione delle merci;
· Redazione di un Manuale Interno esplicativo
· Delle pratiche di esproprio/acquisto delle aree oggetto di sviluppo,
· Della progettazione di queste aree in un’ottica logistica
· Dei processi di urbanizzazione delle aree stesse
· Redazione di un Manuale Interno per la commercializzazione del nuovo sviluppo immobiliare sul mercato internazionale, l’unico, al momento, in grado di recepire un’offerta di questo tipo
· Creazione di un Tariffario Interno dei canoni concessori per immobili ad uso logistico
L’esperienza del Consorzio ZAI potrà essere trasferita all’Autorità Portuale di Gioia Tauro grazie alle attività specifiche oggetto del gemellaggio, come la redazione e produzione di manuali e documenti interni, le lezioni d’aula, gli incontri tra il personale dei due enti e l’affiancamento dei tecnici calabresi da parte dello staff veronese impegnato quotidianamente nei settori di attività sopra descritti.
Come sottolineato precedentemente le pratiche oggetto di trasferimento prevederanno un investimento temporale non banale da parte del Consorzio ZAI. La particolarità sta nel fatto che mentre in un normale trasferimento di pratiche tra enti si tratta di inserire tools innovativi in organizzazioni simili che operano quotidianamente in attività omologhe ed omogenee, in questo caso specifico il trasferimento dei manuali legati alle attività immobiliari si inseriscono in un contesto organizzativo (l’Autorità Portuale di Gioia Tauro) che affronta questi temi per la prima volta. Ciò presuppone un investimento di “customizzazione” straordinario ed originale da parte dei tecnici del Consorzio ZAI che devono adeguare le proprie pratiche ed i manuali relativi al contesto che emergerà dall’analisi dello stato dell’arte prevista dal gemellaggio.
Tutto ciò si concretizzerà in un’attività “desk” pesante presso l’ente offerente (Consorzio ZAI), che deve tener conto del trasferimento dei manuali e delle pratiche relative ad un contesto ancora non abituato a tale operatività, ma che deve obbligatoriamente appropriarsene per assumere quel nuovo ruolo strategico previsto dai documenti di programmazione citati in precedenza. Anche le attività del personale dell’ente destinatario sono comunque rilevanti, a tale proposito vale la pena ricordare che a fronte di una rendicontazione preventiva che prevede 36 giornate del personale dell’Autorità Portuale di Gioia Tauro (come da manuale sono rendicontate solamente quelle che vedono l’incontro col personale dell’ente offerente), l’impegno reale per poter garantire l’assistenza completa alle attività condotte dal Consorzio ZAI si traduce concretamente in circa 100 giornate uomo.

Obiettivi

Il Consorzio ZAI di Verona è un ente pubblico economico caratterizzato da un’elevata capacità di sviluppo e di programmazione dell’immobiliare logistico che ha compiti di urbanizzazione, realizzazione di infrastrutture dedicate ai trasporti, manutenzione e gestione di aree industriali e logistiche nella provincia di Verona, tra cui l’Interporto Quadrante Europa. In particolare, negli ultimi 20 anni, le aree gestite dal Consorzio ZAI sono cresciute da1.000.000 a 2.500.000 di mq. Su queste aree sono oggi localizzati 100 operatori logistici con oltre 10.000 addetti (diretti ed indiretti) che fanno dell’Interporto Quadrante Europa di Verona il primo interporto europeo (secondo la classifica stilata dall’Associazione Tedesca degli Interporti DGG)Il Porto di Gioia Tauro è il primo porto italiano per traffico container (2.720.000 TEU nel 2012con un incremento del 18,5% rispetto all’anno precedente) con focalizzazione nell’attività di transhipment. Nel prossimo futuro il porto di Gioia Tauro dovrà modificare fortemente le proprie caratteristiche per consolidare la propria attuale situazione e per sviluppare nuove attività ad alto valore aggiunto in linea con il recente sviluppo dei traffici internazionali. Tali attività devono prevedere un insediamento strutturale degli operatori logistici globali attraverso nuovi immobili in cui gestire attività di magazzinaggio, manipolazione e trasformazione delle merci in una prospettiva insediativa agevolata da nuove misure fiscali e doganali. A questo proposito l’Autorità portuale di Gioia Tauro, la Regione Calabria ed il Governo nazionale si sono attivati presso gli organi competenti a livello comunitario e stanno lavorando alacremente perché vengano riconosciute e promulgate nell’area portuale e retroportuale calabrese incentivazioni europee e nazionali nella gestione fiscale d’impresa che permettano un maggior insediamento ed un intensificarsi dei flussi globali di merce. L’obiettivo del gemellaggio proposto si inserisce in maniera organica in questo processo evolutivo del contesto portuale e consiste nel trasferimento del modello di sviluppo immobiliare logistico della realtà veneta al porto calabrese, al fine di aumentarne il vantaggio competitivo di quest’ultimo nelle catene logistiche globali, nonché di incrementarne il valore aggiunto che è possibile trasferire al territorio circostante. In particolare, si potranno creare le condizioni di sviluppo immobiliare affinché nuove aziende possano insediarsi e localizzarsi nell’area del Porto, gestendo nuove attività, nuovi servizi e determinando occupazione e sviluppo economico. Infatti nell’area del Porto di Gioia Tauro si prospettano oggi due importanti sfide: la prima è quella di porsi come pivot non solo dal punto di vista terminalistico, ma anche dello sviluppo immobiliare, con conseguente incremento del PIL e dell’occupazione locale, la seconda sfida è quella di porsi a pieno titolo nel processo per la costituzione della Zona Economica Speciale (ZES) riconosciuta a livello comunitario. La ZES è una regione geografica che gode di una legislazione economica diversa da quella in vigore nella nazione di appartenenza, con una serie di agevolazioni fiscali che rappresentano una vera e propria attrattiva per investitori stranieri. A questo proposito va sottolineata la delicatezza dell’operazione oggetto del gemellaggio. Il porto di Gioia Tauro si pone come obiettivo strategico futuro un mutamento radicale del proprio ruolo nelle reti logistiche globali: non più solamente porto di puro transhipment a servizio del trasporto marittimo container, ma nuovo nodo logistico e di manipolazione e trasformazione delle merci nella rete della divisione del lavoro internazionale. Per fare tutto ciò l’elemento immobiliare diventa cruciale, serve attrezzare l’area in modo da accogliere investitori immobiliari internazionali, i grandi intermediari che operano in nome e per conto dei colossi multinazionali della logistica e dell’industria. Al Porto di Gioia Tauro serve un cambiamento di ruolo che presuppone competenze e strumenti organizzativi e gestionali che sino ad oggi non hanno caratterizzato l’attività dell’Autorità Portuale. L’ente gestore del porto ha governato in passato progetti legati all’infrastrutturazione delle banchine, alla costruzione e potenziamento dei terminal: fondamentalmente l’oggetto delle attività delle strutture tecniche si è focalizzato su infrastrutture vocate al trasporto marittimo e non su impianti, aree, infrastrutture dedicate all’immobiliare logistico. In questo ambito il Consorzio ZAI è da considerarsi una delle poche, ma importanti, eccellenze italiane ed europee. L’Interporto Quadrante Europa di Verona è uno dei pochi punti di snodo italiano in cui siano presenti immobili logistici dei maggiori player internazionali, in cui operino aziende internazionali ed in cui i protagonisti dell’immobilia relogistico continuino a concentrare i propri progetti di investimento nel nostro paese. Ed è facilmente intuibile come non sia solamente la posizione geografica di Verona a determinare questa appetibilità: bisogna saper programmare e pianificare le aree, i lotti dedicati alla logistica, i servizi di supporto, l’operatività urbanistica in modo da accontentare gli esigenti operatori internazionali del settore. Ma, soprattutto, bisogna essere in grado di offrire commercialmente ciò che oggi il mercato, in continua evoluzione, richiede. Scontrandosi spesso con location alternative e concorrenti che oggi, in un periodo di crisi fortissima, si dimostrano sempre più agguerrite, con comportamenti commerciali al limite della spregiudicatezza. Tutto ciò sarà oggetto del trasferimento sostenuto dal gemellaggio: si tratta di un importante tassello che permetterà all’Autorità Portuale di Gioia Tauro di essere in grado di accompagnare quel cambio di ruolo tanto auspicato nei documenti di programmazione interni, regionali, nazionali e comunitari. Il gemellaggio va perciò inserito in un contesto strategico ed istituzionale che va al di là del mero trasferimento di tools operativitra enti pubblici. Il gemellaggio permetterà l’applicazione di quelle politiche territoriali ed industriali che oggi vedono Gioia Tauro come protagonista di un mutamento del proprio ruolo nel contesto portuale italiano, nel competitivo scenario dello shipping mediterraneo, nel network globale del trasporto container e dei nodi logistici primari internazionali. Le aree che saranno sicuramente favorite dall’applicazione dei modelli da trasferire riguardano:• l’area franca aperta del porto di Gioia Tauro;• la nuova area denominata “terminal multipurpose” L’urbanizzazione primaria dell’area franca è stata finanziata con delibera CIPE 89/2003.L’importo del finanziamento ammonta a 13,5 milioni di euro e la superficie oggetto dell’intervento su cui si prevede di insediare nuove aziende è di circa 50 ettari. La sua programmazione è stata inserita nel POT 2012/2014 ed è in fase di approvazione il progetto definitivo da parte della struttura tecnica del CIPE. Un’ulteriore area è quella denominata “terminal multi purpose” che in parte è di proprietà dell’ente mentre una parte dovrà essere acquisita mediante procedura espropriativa. L’area ha un’estensione di circa 10 ettari. L’intervento è inserito nella sezione programmatica degli interventi inclusi in “APQ – polo logistico intermodale di Gioia Tauro” sottoscritto in data28.9.2010 ed è inserita nel POT 2014/2016 come opera da realizzare a partire dal 2014. La Zona Franca Aperta sarà oggetto di urbanizzazione di primo grado con l’intervento “Reti materiali e viabilità” previsto nel P.OT. 2012/2014. L’importo previsto per la sistemazione complessiva dell’area è di 33 milioni di euro. L’Accordo di Programma Quadro “Polo logistico Intermodale di Gioia Tauro” prevede la realizzazione di un complesso di n. 20 iniziative per un impegno complessivo pari a493.662.526 Euro. La maggior parte degli interventi previsti mirano allo sviluppo delle aree retroporuali per lo sviluppo di un polo logistico. Inoltre si vuole sottolineare che nell’APQ sono previsti due progetti finanziati con fondi POR e fondi PON di 25 milioni di euro ciascuno avente per oggetto “AP/02 - Sistema di Incentivi per le Imprese del Polo Logistico Intermodale di Gioia Tauro (Contratti di Investimento) (soggetto attuatore Regione Calabria)e “MS/01 - Sistema di Incentivi per le Imprese del Polo Logistico Intermodale di Gioia Tauro”(soggetto attuatore MiSE DPS DGIAI).

Risultati

L’elemento immobiliare logistico è una delle chiavi del successo dell’Interporto di Verona, lo ha reso una infrastruttura protagonista dei traffici intercontinentali, portandolo al primo posto in Europa in una valutazione che ha preso in considerazione elementi quantitativi come il traffico, di numero di operatori insediati e di elementi qualitativi come i servizi offerti e la dotazione tecnologica dell’area. L’altro elemento peculiare dell’Interporto di Verona è l’intermodalità. Dal punto di vista del traffico ferroviario intermodale delle merci il Quadrante Europa è in assoluto la prima piattaforma d’Italia, sia come numero di treni che come numero di UTI (Unità Trasporto Intermodale = container, semirimorchi e casse mobili) movimentate. Come si ricordava in precedenza l’Interporto Quadrante Europa è cresciuto negli ultimi annida 1.000.000 a 2.500.000 di mq. Tale crescita è ascrivibile fondamentalmente all’impegno ed al know-how del consorzio ZAI nelle attività oggetto del gemellaggio. Uno sviluppo di questo tipo è quasi unico in Italia. Interporti di questa dimensione e con uno sviluppo immobiliare ed intermodale paragonabile a quello di Verona sono molto pochi: Padova, Rivalta Scrivia, Bologna, Nola. Ma nessuno di questi è gestito da enti pubblici, sono tutte società private (SpA) in pochi casi a maggioranza pubblica come Bologna e Padova, ma nessuna di queste società di gestione è un ente pubblico.Il che significa che non solo stiamo parlando di una “buona pratica”, visti i numeri ed i successi ottenuti negli anni dall’Interporto di Verona, ma che è attualmente l’unica potenzialmente inseribile in un contesto di trasferimento tra enti pubblici, vista la natura giuridica pubblica del Consorzio ZAI che si rivela unica nel contesto interportuale italiano.

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16/05/2015 - 0 partecipanti Vai alla discussione >>

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