ZAI – ASI Salerno

Il Consorzio ZAI di Verona è un ente pubblico economico caratterizzato da un’elevata capacità di sviluppo e di programmazione dell’immobiliare logistico che ha compiti di
urbanizzazione, realizzazione di infrastrutture dedicate ai trasporti, manutenzione e gestione di aree industriali e logistiche nella provincia di Verona, tra cui l’Interporto Quadrante Europa.
In particolare, negli ultimi 20 anni, le aree gestite dal Consorzio ZAI all’Interporto Quadrante Europa di Verona sono cresciute da 1.000.000 a 2.500.000 di mq. Su queste aree sono oggi localizzati 100 operatori logistici con oltre 10.000 addetti (diretti ed indiretti) che fanno dell’Interporto Quadrante Europa di Verona il primo interporto europeo (secondo la classifica stilata dall’Associazione Tedesca degli Interporti DGG) L’ASI di Salerno è un ente pubblico economico. Ha tra i suoi associati i principali enti locali presenti sul territorio provinciale, compresa la Provincia, nonché la Camera di Commercio. Le aree gestite dal Consorzio ASI della provincia di Salerno ammontano a mq. 13.520.000 In particolare si è sviluppato anche il Polo logistico mediante la creazione di un’area dedicata ammontante a mq. 400.000.
L’importanza strategica della logistica per il Consorzio Asi di Salerno si evidenzia con chiarezza dalla lettura dell’accordo, sottoscritto in data 3 maggio 2012 con la Provincia di Salerno, Camera di Commercio di Salerno, Autorità Portuale di Salerno, Comune di Battipaglia, Comune di Mercato San Severino, Comune di Nocera Inferiore, Fondazione
Carisal, Associazione per la Tutela e lo Sviluppo del Porto di Salerno, Aeroporto Salerno- Costa d’Amalfi, Società Interporto Salerno Spa.
In tale accordo infatti si fa riferimento esplicito a: 1) Lo statuto vigente del Consorzio Asi approvato in conformità Legge Regionale n 16/1998 i cui vengono indicati come obiettivi strategici dell’ente consortile l’erogazione di servizi alle imprese, finalità del resto ribadita dalla nuova legge regionale di riassetto dei consorzi che ha indicato l’importanza della logistica quale volano dello sviluppo territoriale; 2) La partecipazione del Consorzio Asi di Salerno alla procedure di realizzazione dell’Interporto di Battipaglia attraverso l’ingresso nella apposita società di scopo e mediante la gestione delle relative procedure di variante urbanistica e di esproprio; 3) Il recepimento nel Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Salerno del concetto di logistica al servizio delle imprese e, come tale, compatibile con le tipologie di zona industriale, idea che sarà successivamente trasfusa nel Piano Regolatore Consortile della zona Asi di Salerno. In conseguenza di tutto ciò in futuro l’ASI di Salerno dovrà modificare fortemente le proprie caratteristiche per consolidare la propria attuale situazione e per sviluppare nuove attività ad alto valore aggiunto in linea con la recente evoluzione delle attività economiche ed imprenditoriali.Tali attività devono prevedere un insediamento strutturale degli operatori logistici locali e nazionali attraverso nuovi immobili in cui gestire attività di magazzinaggio, manipolazione e trasformazione delle merci in una prospettiva insediativa agevolata da servizi ad alto valore ed innovazione.
L’obiettivo del gemellaggio proposto si inserisce in maniera organica nel processo evolutivo del contesto produttivo salernitano e consiste nel trasferimento del modello di sviluppo
immobiliare logistico della realtà veneta a quella salernitana, al fine di aumentarne il vantaggio competitivo di quest’ultima nelle catene logistiche nazionali, nonché di
incrementarne il valore aggiunto che è possibile trasferire al territorio circostante. In particolare, si potranno creare le condizioni di sviluppo immobiliare affinché nuove aziende
possano insediarsi e localizzarsi nell’area ASI, gestendo nuove attività, servizi innovativi e determinando occupazione e sviluppo economico.
Nell’ambito del progetto, inoltre, le due realtà si prefiggono l’obiettivo comune di migliorare la capacità di gestione delle proprie aree attraverso l’impiego di sistemi organizzativi e tecnologici che potranno, a tendere, essere estesi e resi disponibili anche ad altri sogget

Obiettivi

1. Definire modalità procedurali che siano in linea con parametri di efficacia, quindi più
favorevoli rispetto al target dell’utenza al quale si rivolgono, e di efficienza, quindi
riducendo il carico degli oneri amministrativi;
2. Assicurare l’automazione del supporto informativo ai processi insiti nel trasferimento
delle buone pratiche ZAI previste;
3. Costituire un Sistema Informativo integrato di conoscenza del territorio a disposizione
degli uffici del Consorzio e delle aziende coinvolte nel Situ di operatività dello stesso;
4. Allargare l’utilizzo del Sistema ai Comuni coinvolti con l’obiettivo di far condividere tra
questi e il Consorzio le informazioni in possesso da parte di entrambi per poter
semplificare e ottimizzare i processi amministrativi ed operativi di interscambio e di
cooperazione tra gli Enti;
5. Costituire un fascicolo elettronico dell’unità territoriale di intervento (Area produttiva),
al fine di costituire un sistema dinamico di “tracciamento storico” degli eventi che
caratterizzano il territorio;
6. Consentire l’attuazione di un modello integrato cartografico/alfanumerico di
presentazione delle informazioni in grado di poter essere pubblicato e diffuso
attraverso gli strumenti WEB ai fini marketing (e non solo) di promozione delle Aree e
dei contesti produttivi dello stesso Consorzio.

Risultati

L’elemento immobiliare logistico è una delle chiavi del successo dell’Interporto di Verona, lo ha reso una infrastruttura protagonista dei traffici intercontinentali, portandolo al primo posto in Europa in una valutazione che ha preso in considerazione elementi quantitativi come il traffico, di numero di operatori insediati e di elementi qualitativi come i servizi offerti e la dotazione tecnologica dell’area. L’altro elemento peculiare dell’Interporto di Verona è l’intermodalità. Dal punto di vista del traffico ferroviario intermodale delle merci il Quadrante Europa è in assoluto la prima piattaforma d’Italia, sia come numero di treni che come numero di UTI (Unità Trasporto Intermodale = container, semirimorchi e casse mobili) movimentate. Come si ricordava in precedenza l’Interporto Quadrante Europa è cresciuto negli ultimi annida 1.000.000 a 2.500.000 di mq. Tale crescita è ascrivibile fondamentalmente all’impegno ed al know-how del consorzio ZAI nelle attività oggetto del gemellaggio. Uno sviluppo di questo tipo è quasi unico in Italia. Interporti di questa dimensione e con uno sviluppo immobiliare ed intermodale paragonabile a quello di Verona sono molto pochi: Padova, Rivalta Scrivia, Bologna, Nola. Ma nessuno di questi è gestito da enti pubblici, sono tutte società private (SpA) in pochi casi a maggioranza pubblica come Bologna e Padova, ma nessuna di queste società di gestione è un ente pubblico. Un considerevole valore aggiunto della presente proposta è basato sulla cooperazione di un partenariato di eccellenza, che si trova a collaborare per un obiettivo comune, con forti ricadute sull’intero sistema nazionale, dei Consorzi Industriali e dei Comuni. L’interazione e la collaborazione tra Soggetti Istituzionali cui è demandato il governo del territorio è uno degli asset dell’innovazione della Pubblica Amministrazione, pertanto un progetto di gemellaggio, come quello presentato, non può prescindere dal considerare come vitale la considerazione di un processo di cooperazione tra i Soggetti pubblici e privati che gestiscono, a diverso titolo, un territorio. Dal punto di vista del Consorzio ZAI, questo significa che non solo stiamo parlando di una “buona pratica”, visti i numeri ed i successi ottenuti negli anni dall’Interporto di Verona, ma che è attualmente l’unica potenzialmente inseribile in un contesto di trasferimento tra enti pubblici, vista la natura giuridica pubblica del Consorzio ZAI che si rivela unica nel contesto interportuale italiano. Webred ha nel tempo maturato esperienze specifiche in questo ambito nel sistema di relazioni operative ed amministrative tra Enti per la gestione dei territori comunali e regionali. In questo contesto ha sviluppato progetti di interazione delle anagrafi regionali per la Sanità, per la fiscalità, la realizzazione di sistemi territoriali regionali e comunali, la costituzione di banche dati e di strumenti per l’acquisizione delle informazioni del territorio provenienti da molteplici fonti di Soggetti diversi. Tra questi progetti viene qui riportato il GIT. Esso scaturisce da una collaborazione tra 263 Enti locali di 5 regioni che hanno predisposto un Sistema attraverso la realizzazione di un Progetto finanziato nell’ambito del Programma Elisa del Dipartimento affari regionali nel 2009. Il framework di Progetto, rilasciato a regime il 31dicembre 2011, è operativo e funzionante presso tutti gli Enti partecipanti ed altri che, successivamente a tale data, ne hanno richiesto il riuso gratuito. Oggi Webred è laboratorio e centro di sviluppo del GIT per i Comuni utilizzatori e Centro tecnico di formazione e di diffusione della piattaforma verso le Amministrazioni richiedenti. Webred Spa è la società ICT in house della Regione Umbria. Tra i comuni utilizzatori del GIT figurano, solo a carattere descrittivo: Milano, che lo utilizza anche come fonte informativa del Piano di Gestione del Territorio, Monza che lo utilizza anche per il Portale di e_gov del cittadino e delle imprese, Vicenza per la lotta all’evasione, Novara per i rapporti con l’Agenzia del Territorio (oggi Agenzia delle Entrate), Olbia per il governo del territorio e della fiscalità, Oristano per lo sportello alle imprese. I temi su cui il GIT si misura sono: Territorio urbanistica ed edilizia, Fiscalità tributaria locale ed erariale, Servizi individuali al cittadino e polizia urbana, abusivismo e qualità edificatoria, Cooperazione dell’Agenzia del Territorio e Agenzia delle Entrate, Sistemi regionali per l’interscambio informativo. Al momento il sistema gestisce un territorio di 263 Comuni in 5 regioni per un totale di 3.800.000 abitanti. Il Progetto GIT ha avuto già in questi anni il riconoscimento di supporto operativo efficace nel contesto della realizzazione e della diffusione della “Buona pratica”. Esso stesso è motore operativo di buone pratiche, caratterizzate da servizi verticale già presenti in GIT (BOD,c.340, c.335/336 L.311/2004, L662/1996, Fascicolo del fabbricato, Cartella del cittadino, ecc.). Per questo ha ricevuto nel tempo, oltre al finanziamento iniziale del Programma ELISA, specifici finanziamenti dalla Regione Lombardia, dalla Regione Umbria e da una serie di Comuni utilizzatori della piattaforma. Tutti questi investimenti saranno, per quanto di interesse, oggetto di riuso in questo progetto. Il Politecnico di Milano, attraverso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale (DIG), nell’ambito delle proprie finalità istituzionali, al fine di promuovere la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione tecnologica tra le istituzioni pubbliche del Paese, ha da tempo intrapreso un percorso finalizzato a diffondere e condividere nel sistema delle Pubbliche Amministrazioni e delle imprese italiane nuovi modelli organizzativi e tecnologici volti a migliorare l’efficienza e l’efficacia delle organizzazioni. Il Dipartimento promuove l’innovazione attraverso il supporto alla diffusione e al riuso delle migliori soluzioni organizzative, gestionali e tecnologiche, costituendo un punto di confronto tra tutti gli attori, pubblici e privati, dell’innovazione nella Pubblica Amministrazione italiana e un attivatore di sinergie tra le principali Istituzioni che operano, a diverso titolo, su queste tematiche. Attraverso il monitoraggio e l’analisi continua delle direttrici prevalenti di ammodernamento della Pubblica Amministrazione, indirizza i propri ambiti di ricerca applicata con l’obiettivo operativo di stimolare e diffondere l’innovazione a favore dell’intero sistema Paese. In particolare i gruppi di ricerca del Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano sono impegnati nel promuovere progettualità in tema di eGovernment realizzando attività di progettazione e coordinamento scientifico, nonché di supporto organizzativo ai processi di gestione del cambiamento. In particolare la collaborazione fra il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano e il Dipartimento per gli Affari Regionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto di Invitalia, ha portato allo sviluppo di un “Laboratorio eGovernment” specializzato nell’analisi dei risultati ottenuti dall’introduzione di innovazione tecnologica nei processi gestionali delle Pubbliche Amministrazioni. A titolo di esempio è possibile citare, fra le molteplici esperienze maturate in progetti realizzati in ambito di Pubblica Amministrazione e Organizzazioni complesse, il Progetto “Innova giustizia”, avente per oggetto la riorganizzazione dei processi lavorativi e l’ottimizzazione delle risorse degli uffici giudiziari in Regione Lombardia (Tribunale di Monza, Procura della Repubblica di Monza, Tribunale di Brescia, Tribunale di Varese, Corte d’Appello di Milano, Tribunale di Milano, Tribunale di Crema, Tribunale di Cremona.

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