Metodologia di avvio e gestione dell’Urban Center

Con il termine Urban Center si è designato, negli ultimi anni, un insieme di strutture di diverso tipo (“Casa della Città”, “Urban Center”, “Infopoint”, “Centro di documentazione urbana”, etc.), inizialmente presenti per lo più nei paesi anglosassoni, nate per svolgere un’attività di servizio nei confronti della comunità locale, con lo scopo di migliorare il livello d’informazione, conoscenza, trasparenza, partecipazione, condivisione, effettività rispetto ai processi decisionali delle politiche urbane.

Tali strutture rappresentano dunque uno strumento privilegiato al servizio delle politiche urbane e culturali, garantendo inoltre il rispetto delle pari opportunità, in quanto chiamate a garantire l’accessibilità delle informazioni a tutti i soggetti interessati dai processi di governo del territorio: non solo gli attori privilegiati, ma i cittadini in senso lato, con un occhio di riguardo alle utenze deboli (anziani, bambini, diversamente abili, donne).

Più in generale, la diffusione degli Urban Center risulta strettamente connessa all’evoluzione del quadro dei soggetti protagonisti degli scenari di trasformazione della città. La nuova generazione di strategie di promozione, sviluppo e commercializzazione in campo urbano testimoniano difatti una crescente complessità degli attori in campo. In particolare, appare ormai superato il tradizionale, monolitico modello di contrapposizione dialettica pubblico/privato, a causa della proliferazione sulla scena urbana di un numero sorprendente di attori – per quantità e caratterizzazione – frutto del partenariato tra soggetti consolidati (enti locali, imprese, consorzi di privati, gruppi bancari, STU e società miste) e “protagonisti emergenti”, (società di scopo, promoters tematici, gruppi di gestione, authorities, enti di comunicazione e valorizzazione d’immagine, gruppi d’interesse diffuso). Si tratta di nuovi stakeholder che, nel perseguire specifiche missioni, si fanno portatori di approcci innovativi tanto nel processo di formazione e stabilizzazione dei profili progettuali, quanto nelle architetture di supporto ai percorsi realizzativi e gestionali degli interventi.
Il presente progetto persegue dunque l’obiettivo di trasferire la consolidata pratica di Urban Center sviluppata a Pontedera (che è in contatto con Bologna e ha preso spunto nella sua crescita da tale città, adattando determinati aspetti alla tipologia urbana in cui si inserisce) a favore di amministrazioni che si avviano a disegnare le proprie strategie di sviluppo nell’ottica di “città” (come nel caso della costituenda Unione della Città Caudina).

Rispetto ai servizi mutuati dall’esperienza GIT/ReteComuni, il Progetto riguarda l’adozione di misure, sul piano istituzionale, organizzativo e gestionale, volte a incrementare la capacità dei comuni facenti parte dell’Associazione dei Comuni Città Caudina nel gestire i propri dati e quelli forniti da altri enti in modo integrato, ponendo i presupposti per incrementare l’efficienza e l’efficacia degli uffici e dei relativi sportelli al cittadino, compreso quelli presenti presso l’Urban Center; tali servizi per brevità espositiva saranno di seguito ricompresi nel termine Sportello Informativo Evoluto (SIE). Tali servizi informativi di sportello presuppongono un approccio organizzativo volto a criteri di intersettorialità (ambito delle relazioni interne all’ente) e di interistituzionalità (ambito delle relazioni esterne all’ente). Dal punto di vista tecnologico il progetto prevede l’impiego della Piattaforma C&T quale DataWareHouse in grado di assistere l’Aggregazione Città Caudina nelle attività di incrocio, bonifica e successiva elaborazione delle informazioni interne ed esterne acquisite. Dal punto di vista metodologico si attingerà dal patrimonio relazionale ed esperienziale maturato nell’ambito dei comuni che hanno già realizzato le buone pratiche oggetto del gemellaggio e oggi riunite in ReteComuni; ciò consentirà di attivare la rete di persone operanti nei diversi comuni e coinvolgerli in modo mirato e funzionale sulle effettive esigenze riscontrate sul territorio. La piena valorizzazione dei risultati di questo ambito progettuale sarà inoltre garantita dalla realizzazione di contributi multimediali volti a costituire veri e propri dossier multimediali, progettati in una logica modulare, per consentire una più agevole fruizione, garantita anche dall’approccio multicanale.
Per garantire il pieno raggiungimento degli obiettivi del progetto e ottimizzarne i risultati, anche in vista di una futura erogazione di ulteriori servizi e funzioni svolte in maniera associata da parte degli Enti della Città Caudina, si definirà un iter procedurale di configurazione, che consideri variabili territoriali quanto elementi caratteristici interni all’organizzazione, così da accompagnare il processo costitutivo delle gestioni associate, con particolare riferimento alla realtà dei comuni della Valle Caudina, e supportare la definizione degli assetti organizzativi e gestionali e delle politiche di governance.
Nel complesso il gemellaggio verterà, in particolare, su alcuni temi portanti che improntano la formazione e gestione dell’Urban Center:

Modello della gestione associata delle funzioni comunali;

Modello di definizione e condivisione del concept di Urban Center (cos’è un Urban Center);

Modello di organizzazione dell’Urban Center: modalità tecniche, scientifiche, amministrativa per l’organizzazione dell’Urban Center;

Modello di allestimento e funzionalizzazione dell’Urban Center: dimensionamento, caratterizzazione dei servizi, allestimento fisico e virtuale;

Modello di gestione finanziaria dell’Urban Center: risorse finanziarie e modalità di gestione;

Modello di gestione operativa dell’Urban Center: le attività, i tempi di attuazione;

Modello di governance dell’Urban Center: il ruolo degli attori;

Modello di Centro servizi tecnologico intercomunale;

Modello di gestione dei sistemi informativi comunali in un contesto federato;

Modello di gestione comunale per l’erogazione di servizi legati alla gestione integrata del territorio.

Modello di trasferimento e gestione continuativa dei risultati progettuali.

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Obiettivi

Il gemellaggio è finalizzato allo scambio di esperienze relative alla attivazione e successiva gestione della struttura di “Urban Center”. A tale fine, le attività che si prevede di svolgere saranno dirette a:

trasferire le conoscenze e le competenze necessarie alla costituzione di un Urban Center, comprensive dei target potenziali, dei contenuti fisici e virtuali, delle modalità burocratiche per l’attivazione della struttura tecnico- scientifica;

evidenziare limiti e opportunità nella gestione dell’Urban Center, così da poter calibrare il progetto di Urban Center verso una gestione attiva e pertinente rispetto alle esigenze di sviluppo locale delle Amministrazioni di riferimento;

integrare nei servizi offerti dall’Urban Center soluzioni tecnologiche e organizzative sviluppate e sperimentate dal Progetto GIT (Gestione Intersettoriale del Territorio – Bando Elisa 2) e da ReteComuni2 in tema di riduzione del digital divide, incremento della trasparenza amministrativa, dell’efficienza amministrativa e della semplificazione amministrativa.

Attraverso tali azioni, il progetto intende assecondare le strategie e i programmi in atto da parte dei beneficiari, poiché l’Aggregazione dei Comuni della Città Caudina, nel presente progetto rappresentata dal Comune di Montesarchio in qualità di capofila, recentemente costituitasi a comprendere un territorio di oltre 50mila abitanti3, si sta dotando delle infrastrutture materiali e immateriali per la gestione associata di servizi e funzioni.
A tal proposito, non soltanto a supporto dell’attuale progetto dell’Urban Center ma anche nella prospettiva di una successiva implementazione di ulteriori servizi gestiti in forma associata dai Comuni della Città Caudina (dal 2014 devono essere infatti gestite in forma associata la totalità delle funzioni comunali), si è deciso di avviare uno studio sulle gestioni associate delle funzioni comunali, che prenda le mosse da quanto svolto dalle associazioni di Comuni in qualità di Amministrazioni Offerenti, e che si estenda a quanto attualmente presente sul territorio italiano al fine di individuare delle best practice di rifermento. Potranno così essere sviluppate delle linee guida operative atte a supportare il processo di associazionismo dei Comuni della Città Caudina e assicurare il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla spending review (D.L. 7 maggio 2012), anche in vista della Programmazione dei fondi europei 2014-2020. Tali linee guida saranno inoltre elaborate in modo tale da poter essere applicate anche in ulteriori contesti.
Obiettivo dell’iniziativa è anche sperimentare un modello di TRASFERIMENTO E GESTIONE CONTINUATIVA delle buone pratiche amministrative oggetto del gemellaggio mediante la definizione delle misure e delle azioni volte a garantirne la massima efficacia ed efficienza sia in itinere, sia successivamente alla conclusione del progetto.
Proprio in questo ambito nell’esperienza del Gemellaggio in oggetto, che ha l’obiettivo di avviare un percorso di servizio rivolto ai cittadini, si è ravvisata l’opportunità di introdurre elementi metodologici, procedurali e strumenti a supporto di questo percorso di rinnovamento. Al concetto di Urban Center deve abbinarsi quello di contatto e di comunicazione al cittadino che può recarsi o contattare il servizio per avere una informazione, per attivare una istanza amministrativa, ma non di meno chiedere conto e avere conoscenza dell’operato dell’Ente e delle informazioni che lo riguardano.

Risultati

L’Urban Center del Comune di Pontedera è stato attivato recentemente con apposito Regolamento approvato da Delibera del Consiglio Comunale, in tempi celeri e con una struttura agile e capace di affrontarne la gestione a regime. Il caso è stato evidenziato dalla Regione Toscana come prima esperienza regionale di Urban center in una città di dimensioni medio-piccole. Inoltre, la struttura si pone come riferimento per l’Unione dei comuni della Valdera, aspirando dunque ad assumere una capacità d’attrazione di livello sovra locale.
Per quanto concerne le buone pratiche GIT/ReteComuni le stesse soluzioni proposte, qui riconducibili allo Sportello Informativo Evoluto, sono attualmente in uso in molte altre amministrazioni sparse su tutto il territorio nazionale. La Comunità Montana Valli del Verbano è riuscita ad avviare un Centro Servizi in grado di gestire in modo centralizzato la gestione dei sistemi informativi dei singoli comuni, avviando anche servizi di elaborazione dei dati (che presuppongono un livello di competenza professionale elevato non sempre presente nei comuni di piccole dimensioni) ottenendo significativi vantaggi per i singoli comuni facenti parte dell’Aggregazione. La gestione innovativa del proprio patrimonio informativo, ottenuto anche attraverso l’impiego delle tecnologie C&T e la capacità di svolgere attività ad elevato grado di professionalità, consentono oggi a Comunità Montana Valli del Verbano di essere il punto di riferimento per tutti i 34 comuni compresi, oltre ad attirare richieste di collaborazione anche da parte di comuni limitrofi.

Per quanto riguarda le realtà delle gestioni associate delle funzioni comunali, ad oggi non esistono studi a livello nazionale che dimostrino:
i reali vantaggi economici della gestione associata (invece assunti della spending review di cui al DL 95/2012);
i vantaggi in termini di aumento del livello di servizio;
gli outcome.
Inoltre non sono ancora state definite buone pratiche e concrete indicazioni razionali a supporto degli enti circa:
la dimensione “ottima” della gestione associata (la cui definizione è in capo alle Regioni);
un percorso di sviluppo e gestione della nuova organizzazione (gestione del personale, riconversione delle competenze, risorse strumentali, riconversione investimenti, organizzazione di front office centralizzato/ decentrato sul territorio, etc.);
la gestione amministrativa della nuova organizzazione (in termini di interpretazione delle norme).
Le finalità della ricerca che sarà condotta dal Politecnico di Milano sono dunque quelle di colmare questi gap e fornire le linee guida per supportare gli Enti destinatari del progetto (Comuni della Città Caudina) nel processo di associazionismo, nelle seguenti fasi di: costituzione (fase progettuale), gestione a regime e monitoraggio.

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18/05/2015 - 0 partecipanti Vai alla discussione >>

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